“Più forti della Guerra e dell’Alluvione ma serve un Progetto coronavirus”, allarme Guelfa

Vanni chiede di annullare le tasse e di infondere liquidità alle piccole realtà

“Occorre un Progetto coronavirus concreto, finalizzato a mantenere strutture commerciali di paese e artigiani e piccole industrie ma soprattutto, se non vengono prese iniziative chiudendo quasi tutte le attività, l’occupazione crollerà”. A lanciare l’allarme è Alberto Fausto Vanni, socio con il fratello Fausto Vanni di Guelfa a Santa Maria a Monte.

Guelfa è una azienda nata nel 1933, fondata da Quarta che è la nonna degli attuali proprietari. “Guerra – raccontano -, alluvione del 1966, crisi su crisi” le sfide affrontate ma “questa volta non ce la faremo a sopravvivere, quando salute ed economia sono le due facce della stessa medaglia. Noi abbiamo 8 dipendenti oltre a noi due titolari. Se governo, regione, comuni non prenderanno iniziative importanti, chiuderemo tutti: botteghe, artigiani e piccole industrie, l’ossatura dell’economia italiana. Se questo non viene preso in considerazione in maniera concreta, sarà il disastro”.

Ecco, allora, qualche suggerimento e strada percorribile. “Oltre ad annullare tasse comunali e nazionali – suggerisce Vanni -, perlomeno per il 2020, occorre che il governo si muova da subito per dare liquidità a queste imprese, non ci sono altre strade. Le associazioni di categoria stanno facendo la loro parte ma occorre più determinazione e risposte immediate.

I miei genitori hanno superato la guerra del 1945 con distruzioni e tante difficoltà, l’alluvione del 1966 che ricordo bene. E dopo questi eventi ci fu una sorta di riscatto, ma i governi di quel tempo si mossero nella direzione giusta e opportuna e da questi disastri nacque l’Italia che abbiamo conosciuto. Il coronavirus sicuramente è una tragedia nella tragedia, ma non dobbiamo arrenderci: le istituzioni devono cambiare marcia, con più dialogo fra amministrazioni e amministrati, meno burocrazia, più collaborazione”.

 

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