Quantcast

“In sicurezza, ma dobbiamo ripartire”: il Patto distrettuale per la responsabilità e la ripartenza del Cuoio

Sottoscritto l'impegno di tutta la filiera e del territorio a riorganizzarsi, persino nella mobilità

“Siamo pronti a partire. Le associazioni di categoria e i sindacati, insieme a noi, sono pronti a sostenere la riorganizzazione di tutti i sistemi, da quello della mobilità a quello delle mense, lavorando con le imprese e i sindacati su turni di lavoro e riorganizzazioni dei processi, programmazione e organizzazione dei servizi ai lavoratori e alle famiglie. Bisogna ripartire, in sicurezza, ma ripartire. In caso contrario anche un sistema ben strutturato come il nostro rischia di non risollevarsi completamente mai più”.

Così i sindaci di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli Valdarno, San Miniato, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte annunciano il via libera all’unanimità da tutti i membri del Comitato d’area al Patto distrettuale per la responsabilità e la ripartenza che è stato siglato il 20 aprile per tutelare la ripartenza delle attività, affrontando i problemi di tutti i soggetti della catena produttiva, lavoratori o imprese.

“Siamo orgogliosi di rappresentare tutti e di avere gestito, insieme alle parti sociali, con affidabilità, competenza, serietà e amore per la comunità situazioni complesse come quella legata a questa emergenza. In un’emergenza così difficile come quella che stiamo vivendo, ancora una volta categorie produttive, sindacati e istituzioni, si sono messe a lavorare insieme per costruire le basi di una ripartenza del Distretto nei tempi più brevi possibile, cercando di garantire, insieme e attraverso la sicurezza di lavoratori, imprenditori e delle loro famiglie, la tenuta in termini di competitività e la coesione sociale del sistema distrettuale”.

Dopo il protocollo siglato da Unic e organizzazioni sindacali (qui), l’impegno assunto dagli amministratori riguarda aspetti precisi e specifici. “Per prima cosa i protocolli aziendali per la sicurezza dovranno essere prodotti condividendo il set di contenuti minimi obbligatori per tutti, allegato al Patto e calibrato sulle esigenze specifiche. Poi la diffusione del lavoro agile anche nelle aziende produttive e commerciali là dove non è richiesta la presenza, la riorganizzazione delle dinamiche del lavoro per ridurre gli spostamenti all’interno del sistema locale e favorire una mobilità alternativa e sostenibile e cercare di semplificare per le aziende l’approvvigionamento di Dispositivi di Protezione Individuale, perseguendo economie di scala e riducendo il tempo che ognuno deve dedicare a questo scopo.

Ma l’impegno preso con il patto riguarda anche la ricerca di risorse aggiuntive per la copertura delle spese di investimento necessarie a realizzare i protocolli aziendali come saranno approvati e soprattutto per la riorganizzazione complessiva dei processi produttivi in ottica Covid e sviluppo sostenibile e la possibilità di garantire un monitoraggio periodico dell’applicazione nelle aziende delle normative di sicurezza nazionali e regionali attraverso la raccolta periodica delle risultanze dei lavori dei Comitati aziendali costituiti ai sensi del Protocollo nazionale del 14 marzo 2020 e dei servizi di Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro delle Asl.

La stesura del documento nasce da un complesso lavoro svoltosi attraverso diverse riunioni di Comitato d’area, con lunghe sessioni (sempre tutte in videoconferenza) del gruppo tecnico di lavoro, mirate a definire un patto tra gli attori locali per assicurare la ripartenza e le garanzie possibili per i lavoratori e la collettività, nel rispetto di quanto richiesto dalle norme”.

Il Comitato ha analizzato le esigenze produttive e dei lavoratori (dalle grandi concerie ai più piccoli contoterzisti, dai calzaturieri ai laboratori stile delle conce), valutando il rischio di non poter fare in tempo i campionari, oppure rischiando di lasciare le pelli a macerare nelle vasche senza possibilità di stabilizzarle e portarle a compimento. Ha cercato di capire come, alla ripartenza, i committenti conciatori potessero aiutare i contoterzisti a rispettare le norme di sicurezza, avendo spazi produttivi più ridotti e lavorazioni in cui non si può mantenere il distanziamento sociale richiesto e ha tentato di riaffermare la centralità di artigianato, commercio, somministrazione e servizi.

“La sicurezza e la salute – per i sindaci – sono beni prioritari e quando si ripartirà sarà necessario garantire lo svolgimento del lavoro senza che vi siano margini di rischio per la riaccensione di focolai. E’ in gioco l’immagine del sistema distrettuale, un sistema pulito, ambientalmente attento, socialmente coeso, economicamente dinamico e competitivo costruito, dalle nostre donne e dai nostri uomini, in tanti decenni di lavoro. L’impegno che chiediamo è che tutti rispettino le regole, da parte nostra nessuno sarà lasciato solo a fare nella sua azienda o nel suo posto di lavoro tutto ciò che dovrà essere fatto”.

Il Patto è stato inviato al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi affinché possa costituire base utile per una concreta ripartenza in piena sicurezza il prima possibile.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.