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Primo maggio senza il comizio a Santa Croce, ma i sindacati ribadiscono: “Lavoro in sicurezza per costruire il futuro”

L'emergenza sanitaria ferma i comizi dei sindacati ma non le parole di Cgil, Cisl e Uil

Domani Primo Maggio 2020 il comizio dei sindacati nella zona del Valdarno Inferiore si sarebbe dovuto tenere a Santa Croce sull’Arno. Non sarà possibile a causa dell’emergenza sanitaria ma questo non toglie i lsignificato della festa dei Lavoratori. Quello che segue è l’intervento congiunto dei sindacati confederali provinciali Cgil Cisl Uil che riportiamo integralmente.

Come Cgil Cisl Uil abbiamo scelto uno slogan per questo Primo Maggio: ‘Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro’, tema che caratterizzerà ogni nostra iniziativa. È importante che il lavoro resti protagonista anche e soprattutto in occasione di questo Primo Maggio: perché il lavoro è la leva fondamentale per restituire una prospettiva credibile per il futuro del nostro Paese. Il Primo Maggio è una giornata di festa e di lotta, nata dalla mobilitazione internazionale del movimento operaio dell’800, per la riduzione dell’orario di lavoro e per la sua emancipazione. 

Il Primo Maggio dovrà rappresentare per noi tutti un’occasione di riflessione sul lavoro, quello espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori che in queste settimane hanno continuato la loro attività, dalla sanità alla scuola seppur a distanza, dalla grande distribuzione agli appalti di servizi, dai trasporti all’agricoltura, dal pubblico impiego alle poste e ai bancari. Fino ad una parte della manifattura e dell’edilizia che riprenderà l’attività in pieno nei prossimi giorni.

Del lavoro e delle persone in carne ed ossa non si può fare a meno, questa è la riflessione che matura in questo frangente, la loro condizione e la tutela della salute e della sicurezza sono tornate al centro del dibattito. Così come la condizione dei pensionati e degli anziani in generale, quella dei disoccupati che faticheranno a ritrovare il lavoro. Insomma ritroviamo in questa crisi tutte le ragioni del sindacato, dello stare insieme nel sindacato e della solidarietà che può e deve esprimere il movimento operaio per la propria emancipazione.

Ragioni antiche, antichissime e pur sempre attuali, che ci indicano la traiettoria dell’azione sindacale di tutela e di progresso. Il Primo Maggio dovrà rappresentare la riaffermazione di tutto ciò, niente va dimenticato una volta scomparsa l’emergenza dell’epidemia. Le prossime settimane, i prossimi mesi ci metteranno a dura prova. Ci sono interi settori già adesso in una difficoltà estrema e avremo bisogno di una grande unità di intenti per reggere l’urto sul fronte del reddito, dell’occupazione e dello stato sociale. Ma è un compito che non possiamo affidare ad altri, è il nostro compito, è il compito di tutto il sindacato!

 

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