“I Comuni vanno in ordine sparso su Tosap e Cosap”, il richiamo di Cna

In particolare chiede "una temporanea sospensione della tassazione dell’occupazione del suolo pubblico per i cantieri edili"

“Nonostante alcune novità a livello nazionale che permettono ai comuni di ridurre la pressione fiscale su Tosap e Cosap, c’è ancora troppa confusione sotto il sole e i Comuni stanno andando in ordine sparso, facendo annunci ma senza provvedimenti amministrativi”. Lo dice la Cna della provincia di Pisa che aggiunge: “Pure con le comprensibili cautele dovute alla difficoltà di far tornare i bilanci ed evitare contraccolpi da Corte dei Conti, alle imprese potrebbero esser date indicazioni più chiare e omogenee.

Per le attività commerciali tutti i comuni hanno in qualche modo aderito, magari con scadenze diverse di ripresa dell’imposizione, ma l’occupazione del suolo pubblico interessa molti settori tra cui l’edilizia per i cantieri temporanei”.

La Legge di Bilancio 2020 infatti, prevede una misura di incentivazione, il cosiddetto bonus facciate, il nuovo sconto fiscale per abbellire gli edifici delle nostre città che consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa e di cui possono beneficiare tutti, a questo si aggiunga ecobonus del 110% per tutti gli interventi introdotti per l’efficientamento energetico le sui spese sono sostenute nel periodo luglio 2020-dicembre 2021 degli edifici dal Decreto Rilancio.

“Chiediamo – è l’appello Cna – che i Comuni si affianchino in qualche modo alla misura della Legge di Bilancio, rendendola ulteriormente appetibile attraverso una temporanea sospensione della tassazione dell’occupazione del suolo pubblico per i cantieri edili.

In ogni caso registriamo che, nonostante i numerosi annunci, tasse come Cosap o Tosap continuano a essere applicate come prima dell’emergenza Covid, quasi dappertutto perché mancano i provvedimenti di modifica e solo in alcuni comuni invece è già stata deliberata la sospensione.

La situazione è ancora più grave perché anche le imprese artigiane della ristorazione devono essere esonerate dal pagamento della Tosap, l’imposta per l’occupazione di suolo pubblico. La Cna ha sollecitato Governo e Parlamento a modificare l’art. 181 del DL Rilancio che prevede il beneficio fiscale fino al prossimo 31 ottobre soltanto per le attività turistiche e i pubblici esercizi.

Nell’attuale formulazione le imprese artigiane come pizzerie a taglio, gelaterie, pasticcerie non sono ammesse all’esonero del pagamento della Tosap, con una evidente discriminazione nei confronti di decine di migliaia di attività che sono state fortemente penalizzate dalla crisi epidemiologica. Inoltre le imprese artigiane alimentari che rientrano nel settore della ristorazione con il Codice Ateco 56 e che effettuano la vendita dei prodotti con consumo sul posto non possono chiedere l’utilizzo di spazi ulteriori, attigui o dislocati, così da garantire le distanze di sicurezza previste dai protocolli.

Una esclusione incomprensibile” a giudizio della Cna che auspica che nell’iter di conversione del decreto vengano inserite tra i beneficiari dell’esonero dal pagamento della Tosap e possano chiedere l’uso di spazi ulteriori.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.