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Confcommercio: “Quest’anno sagre o feste non devono esistere. Sarebbe il colpo di grazia”

L'appello dell'associazione: "Tutti seguano l'esempio di Staffoli”

“Per le attività di ristorazione della zona il momento è quantomai delicato e non organizzare una sagra oggi, significa non vedere una saracinesca abbassata domani. Questa decisione è un sostegno concreto al lavoro dei tanti imprenditori che rappresentano un presidio fondamentale per la comunità”. Il responsabile territoriale di Confcommercio Pisa Luca Favilli e tutta l’associazione di categoria plaudono la scelta dell’Avis di non organizzare per quest’anno la Sagra della pappardella alla lepre e Festa del donatore (qui).

“Una scelta di responsabilità – per Favilli – che rappresenta un segnale importante per i ristoranti e pubblici esercizi di Staffoli, dell’intero territorio di Santa Croce sull’Arno e dei comuni vicini”.

“Da Staffoli – per il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli – arriva un segnale molto importante, che deve risuonare in tutta la provincia di Pisa: quest’anno sagre o feste non devono esistere sul nostro territorio. Sarebbe il colpo di grazia per i ristoranti e i tanti imprenditori del settore”.

Quella presa a Staffoli, quindi, è “Una decisione di buon senso e di rispetto per le attività di ristorazione, che a causa dell’emergenza sanitaria hanno dovuto fare i conti con mesi di chiusura, fatturati pari a zero, spese da sostenere e le tantissime incognite legate alla riapertura. Siamo di fronte a un anno drammatico per le attività del settore, la domanda delle famiglie per alberghi, bar e ristoranti è calata del 66% rispetto all’anno scorso e l’organizzazione di sagre ed eventi simili suonerebbe non solo come una beffa per gli imprenditori, ma una vera e propria condanna”.

Una scelta che, secondo Pieragnoli dovrebbe essere presa ad esempio da tutte le altre associazioni e pro loco della provincia. “Nel periodo estivo il proliferare di sagre e feste paesane incide moltissimo sul lavoro dei ristoratori, ma quest’anno in particolar modo rischia di fa crollare un intero settore. Parliamo di un fenomeno che ogni anno rappresenta una vera e propria concorrenza sleale a danno di professionisti e attività qualificate, già messe in ginocchio quest’anno dall’emergenza covid 19 e ci auguriamo che tutti seguano l’esempio di Staffoli”.

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