Aziende, solo una su 10 assumerà. Turismo e manifatturiero sono i più penalizzati dal covid foto

Nel manifatturiero, il 34% di posti offerti è a personale under 30, appena il 16% a donne. Il 35% dei lavoratori è di difficile reperimento

I dati sull’occupazione sono sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: la gran maggioranza delle imprese pisane (il 78% del totale) ha dichiarato, per il primo semestre 2020, un livello occupazionale stabile rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma questo è in parte merito del blocco dei licenziamenti, dei provvedimenti legislativi adottati dal Governo a tutela dell’occupazione.

Nel periodo tra luglio e settembre 2020 però, solo l’11,5% delle imprese con dipendenti pisane ha in programma di effettuare assunzioni: appena 3.550 posti offerti che segnano un -49% rispetto al medesimo trimestre del 2019. A influire, in particolare, sono le professioni legate a servizi e turismo.

Particolarmente penalizzati nella fase post emergenza covid infatti, sono i comparti più aperti ai mercati internazionali, sui quali viaggiano turisti e manifatturiero. Un ulteriore elemento di preoccupazione in una fase di per sé già molto complicata, è il permanere di una quota elevata di posizioni, una su tre, che le imprese pisane dichiarano di fare fatica a trovare.

Il 20% delle aziende pisane, causa mancati rinnovi, ha invece ridotto il personale con punte del 44% nel turismo-accoglienza. Questa in sintesi l’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal. L’indagine ha coinvolto in provincia di Pisa un campione di 613 aziende.

Considerando i settori, la domanda più consistente di lavoro nel trimestre luglio-settembre 2020 è espressa dagli altri servizi (1.480, -39% rispetto al medesimo periodo 2019), seguiti dal manifatturiero (720, -64%), commercio (660, -23%), turismo (480, -60%) con le costruzioni, fanalino di coda, che arrivano a 220 (-55%).

La domanda di lavoro nel manifatturiero è contraddistinta da un 35% dei lavoratori di difficile reperimento, da un 34% di posti offerti a personale under 30 mentre appena il 16% delle posizioni offerte è destinato a donne. Per quanto concerne le costruzioni spiccano anche in questo caso la difficoltà di reperimento (66%) ed il basso livello di posti destinati ai giovani (appena il 26%). Praticamente nessuna delle posizioni nell’edilizia, come era lecito attendersi, è riservato a donne. Nel commercio quasi la metà dei contratti sarà destinato ai giovani (48%), il 25% a donne mentre “appena” 31% sarà difficile da reperire. Per quanto concerne il turismo, sia la quota dei giovani che di figure di difficile reperimento si assestano al 33%. Negli altri servizi la quota dei lavoratori difficili da trovare si posiziona al di sotto della media complessiva (29%).

Considerando i titoli di studio richiesti dalle imprese pisane ai lavoratori in ingresso, il primo posto, con 1.400 unità, è destinato a personale munito di diploma. A seguire troviamo quelli che hanno conseguito la scuola dell’obbligo (920) e la qualifica professionale (740). Sono invece 250 gli ingressi di laureati di primo livello, 160 invece in quelli in possesso di laurea magistrale per chiudere con gli 80 in possesso di Corsi post diploma IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) o ITS (Istituto tecnico superiore). Tra i diplomi, prima posizione è occupata da quelli ad indirizzo tecnologico (590 ingressi, difficoltà di reperimento di personale con questo titolo di studio al 35%) seguiti da quelli ad indirizzo turistico (240 ingressi, 18% difficoltà di reperimento).

Sono invece 190 le assunzioni tanto per l’indirizzo tecnico-economico-turistico quanto per l’assistenza sanitaria con una marcata difficoltà a trovare personale, verosimilmente a causa della pandemia, proprio per i diplomi sanitari (il 52%). Meno consistente la richiesta di personale in possesso di un diploma liceale (80), ad indirizzo costruzioni-ambiente (60) e agrario-agroalimentare (50 contratti). Tra le qualifiche professionali spiccano l’indirizzo commerciale, turismo servizi (350) e l’industriale (320 ingressi) per questa ultima categoria il 50% delle posizioni è difficile da coprire.

Le dieci professioni e mestieri più ricercati dalle imprese pisane nel trimestre luglio-settembre 2020 rappresentano il 34% della domanda di lavoro complessivamente espressa dal sistema: segno che la domande delle imprese resta ancora molto variegata. Al primo posto, con 390 assunzioni, si confermano gli addetti ai servizi di pulizia: il 58% sarà offerto a donne e per il 57% a persone con più di 29 anni, appena il 17% dei posti sarà difficile da occupare. Secondo posto, con 170 ingressi, per i camerieri di sala. Questa professione vede una bassa quota per le donne (9%) con una discreta difficoltà di reperimento (il 32% dei posti offerti) e una discreta domanda di under 30 (il 51%).

Terza piazza sempre appannaggio dell’accoglienza con gli aiuto cuoco (110 persone) per i quali la difficoltà di reperimento interessa quasi la metà delle posizioni offerte. Interessante la quota di assunzioni “rosa” (il 35%) e molto elevata quella di persone under 30 (46%). Quota 100 per gli ingressi di commessi di negozio che saranno assunti nel periodo luglio-settembre 2020: in questo caso si rileva una certa preferenza per giovani (52%) e per le donne (51%) mentre le difficoltà di reperimento sono basse: appena il 14% delle assunzioni.

A quota 90, con difficoltà di reperimento contenute al 16%, si trovano gli addetti all’amministrazione. Per questa professione si prediligono figure femminili (46%). Le imprese pisane necessitano anche di 80 muratori che nel 56% dei casi sarà difficile reperire. Settanta ingressi saranno di assistenti alla vendita, relativamente facili da reperire (solo il 14% è infatti difficile da assumere) con una discreta preferenza per le figure femminili (48%) e giovanili (46%). Ulteriori 70 assunzioni sono previste per assistenti domiciliari.

Per questa professione vi è una discreta preferenza per figure mature (nel 75% dei posti si preferisce un età superiore ai 30 anni) ma la questione più preoccupante è che il 68% di queste sarà difficile da trovare. Netta preferenza per un lavoratore uomo (l’88%) per quanto concerne le 70 assunzioni di conducenti di mezzi pesanti, anche in questo caso (nel 73% dei casi) si preferirà un lavoratore più maturo. Difficili da reperire (nel 63% dei casi) anche i 70 operatori socio-sanitari richiesti dalle imprese pisane.

Considerando le aree di competenza dei Centri per l’Impiego, la domanda più consistente di lavoro si registra nell’area di Pisa (1.650 ingressi) seguita da Pontedera (1.100), Santa Croce sull’Arno 580 e Volterra 220.

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