Saldi, la voglia di normalità spinge le vendite e alcuni negozi restano aperti per ferie

"Bisognava distinguere fra zone turistiche e non", Santa Croce riaprirà per le cerimonie

L’andamento delle vendite risulta costante, se non addirittura in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A vincere sulle incertezze legate all’emergenza coronavirus, però, non sembrano essere tanto i prezzi al ribasso dei tradizionali saldi estivi, quanto piuttosto la voglia di normalità, il bisogno naturale di tornare ad acquistare e a rivestirsi dopo i mesi di chiusura fra le mura di casa. È questa la situazione “fotografata” dai commercianti, almeno fra i Comuni del comprensorio, a quasi 3 mesi dalla riapertura dei negozi dopo il lockdown e ad un paio di settimane dall’avvio dei saldi partiti il primo d’agosto.

“Una vera e propria corsa ai saldi estivi in realtà non c’è mai stata”, precisa subito Giovanni Mori, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento a La Scala di San Miniato e coordinatore di Confcommercio per la zona del Cuoio. “Sono piuttosto i saldi invernali, per la tipologia di capi venduti – spiega Mori – a fare la differenza nel bilancio annuale dei negozi. I saldi estivi sono storicamente meno ambiti, ma non per questo abbiamo visto una flessione dovuta all’emergenza Covid. In linea di massima i numeri sembrano costanti rispetto agli ultimi anni e almeno nel nostro caso leggermente in aumento”.

Merito appunto della voglia di tornare a fare acquisti, senza aspettare necessariamente l’occasione legata ai saldi. “Anche perché la gente non ha acquistato niente per diversi mesi – riprende Mori – e alla riapertura dei negozi si è registrata una piccola ripresa. Nel nostro caso abbiamo riscontrato dei buoni incassi fin dalla riapertura e anche nei primi giorni d’agosto, con un piccolo incremento rispetto al 2019”. Ovviamente, allargando lo sguardo, bisognerà capire se questa “piccola ripresa” riuscirà a compensare i buchi di bilancio lasciati dalla “serrata generale” di primavera. “È anche per questo che abbiamo deciso di restare aperti tutto il mese chiudendo solo per Ferragosto – aggiunge Mori – perché molte persone faranno ferie più brevi e molte resteranno sempre in zona. Di conseguenza la stagione degli acquisti si è allungata e dobbiamo essere pronti a soddisfarla”.

Anche Laura Bilanceri, presidente del Centro commerciale naturale di Santa Croce sull’Arno e titolare di una boutique, conferma la tendenza in aumento rispetto allo scorso anno, nonostante le regole di distanziamento e sanificazione che le attività sono tenute a rispettare. “Di certo non ha vinto la paura del virus, anzi – dice Bilanceri –. Dopo il lockdown ho visto che la gente aveva voglia di acquistare. Già il 18 maggio alle 9 di mattina, quando abbiamo riaperto, avevo una cliente in attesa che ha fatto subito diversi acquisti. Nel mio caso devo dire che abbiamo lavorato alla grande, registrando un incremento di vendite rispetto allo scorso anno, ma stessa tendenza mi è stata confermata anche da altri commercianti di Santa Croce”.

Del tutto ininfluente, invece, l’apporto dei saldi estivi: “I saldi dal primo d’agosto lasciano il tempo che trovano – commenta Bilanceri -: bisognava piuttosto distinguere fra zone turistiche e non turistiche. In una realtà come quella di Santa Croce il primo d’agosto molte persone si sono già trasferite nelle case al mare, tant’è che diversi commercianti sono abituati ad anticipare i saldi con sconti e promozioni”. È anche per questo che realtà come quelle di Bilanceri hanno deciso di concedersi qualche giorno di ferie proprio nelle settimane centrali di agosto: “Riapriremo il 24 – spiega – soprattutto per sopperire a tutte le cerimonie che sono state rinviate a settembre”.

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