“Non possiamo abbandonare i Conciatori. La Toscana deve sostenere chi produce il 40% della ricchezza pisana”

Massimiliano Sonetti, renziano di ferro, analizza la situazione economica del Distretto e propone nuove azioni politiche concrete

Uno dei temi su cui si è concentrata la campagna elettorale di Massimiliano Sonetti, candidato nella lista di Italia viva per il collegio Pisa è la questione economica che sta vivendo la provincia di Pisa tra distretti che navigano a vista dopo anni di difficoltà per tutto l’indotto, come ad esempio per la meccanica e distretti che invece rappresentano un vanto e un traino per il pil della provincia, come quello conciario.

Una visione economica quella di Sonetti molto pragmatica, lontana da retaggi ideologici in un verso e nell’altro, ma del resto la scuola renziana in economia è sempre stata questa, molto pragmatismo e poca ideologia. Un pensiero politico-economico in cui la ricchezza di un territorio non sono solo numeri per far crescere gli utili delle aziende fine a se stesso, ma è soprattutto posti di lavoro per la popolazione, occupazione che genera stipendi e quindi consumi e in un ottica keynesiano fanno muovere l’economia del territorio. In questo ragionamento un posto fondamentale nell’analisi della provincia di Pisa lo ha il distretto Conciario.

“Non possiamo ignorare e non aiutare chi produce il 40 per cento del Pil e del lavoro della provincia di Pisa. Il settore conciario deve essere sostenuto e aiutato a ripartire dopo la situazione creata dalla pandemia”. Il candidato al consiglio regionale Massimiliano Sonetti con la lista di Italia Viva, sintetizza in questo modo la sua idea di base dopo aver visitato in questi giorni e nelle scorse settimane varie concerie del distretto di Santa Croce sull’Arno e Ponte a Egola. “Della situazione in cui si è venuto a trovare il distretto conciario dopo il lock down ne ho parlato anche con lo stesso Matteo Renzi che ha sottolineato come la leva per aiutare questo indotto produttivo ci sia, ed è rappresentata dai fondi europei”.

“Personalmente – continua Sonetti – credo che la regione Toscana debba diventare uno strumento che permette agli imprenditori conciari e non solo, di intercettare questi finanziamenti, attraverso un sostengo politico, ma anche tecnico burocratico e di semplificazione. Ripeto – ribadisce il candidato al consiglio regionale – non possiamo abbandonare al proprio destino un indotto che per la provincia di Pisa era, e nonostante le difficoltà del covid19, rimane il primo motore economico. Qui in questi pochi comuni si produce quasi la metà della ricchezza della provincia e dell’occupazione, non possiamo perdere anche questo indotto produttivo, non possiamo permetterci che rimanga in un limbo economico post covid pericolosissimo, in tempi come quelli che corrono, noi dobbiamo aiutare gli imprenditori ad intercettare risorse e opportunità che arrivano dall’Unione europea e rilanciare sugli investimenti, perché fermare gli investimenti significa perdere opportunità e capacità di innovazione.”

“Il conciario sta vivendo un momento non facile nonostante l’impegno degli imprenditori che non è mai venuto meno, ma può essere sicuramente un settore di rilancio – continua Sonetti – come Regione Toscana, se sarò eletto in consiglio nelle fila di Italia Viva, credo che si dovrebbe inoltre intraprendere un percorso culturale di sostengo anche alla produzione e al valore di ciò che qui si fa. Penso ad esempio che spesso ci riempiamo la bocca con il made in Italy e con il made in Tuscany, ma poi non facciamo niente per proteggere i nostri brand e le nostre produzioni, da movimenti di mercato che dietro a logiche ecologiste in realtà nascondono prodotti molto più inquinanti e di scarso pregio, che arrivano dai mercati esteri, come l’ecopelle. Qui a Santa Croce si fa economia con un prodotto di scarto della filiera alimentare, la pelle e la si trasforma in un prodotto di pregio, tutto made in Toscana. Il mercato dei nostri conciatori è insidiato dall’ecopelle, che poi alla fine tanto ‘ecologica’ non è, visto che è un prodotto che va smaltito. Come regione dovremmo aiutare gli imprenditori conciari a far sapere questo ai consumatori e a proteggere le nostre eccellenze produttive”.

Poi Sonetti punta l’attenzione sul problema della stagionalità della produzione su cui fino ad ora si è modellato il ciclo produttivo delle concerie e dice: “Dal lock down in poi, alcune della grandi firme stanno provando a scardinare il sistema della stagionalità della produzione conciaria legata all’alta moda. Per spostare il mercato su un produzione estemporanea, che rischia di far saltare il sistema produttivo e il valore della produzioni del Distretto, la Regione Toscana, per quanto può la politica, deve intervenire in questo problema e pur senza creare meccanismi di protezionismo economico che la storia ci insegna essere a lungo termine solo dannosi, deve cercare di sostenere e aiutare i conciatori a resistere a questi atteggiamenti speculativi della grandi maison di moda, che se da un lato sono i clienti principali del Distretto, non possono però approfittare di una situazione eccezionale come il lock down per mettere in crisi le produzione attraverso tentativi speculativi a danno dei nostri conciatori, che è bene ribadirlo sono i veri artefici delle pelli che poi troviamo in passerella in tutto il modo. Credo che dai banchi del consiglio regionale si possa tentare anche di intraprendere concertazioni e azioni utili a sostenere anche in tal senso i nostri imprenditori”.

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