Un tavolo per le priorità del distretto conciario: la richiesta durante la visita del sottosegretario all’ambiente foto

Roberto Morassut al PoTeCo con la consigliera regionale Nardini. Per le aziende "priorità al tubone e alla chiusura del ciclo dei rifiuti"

Un tavolo per stabilire le priorità per il distretto conciario. È questo quanto emerso ieri (17 ottobre) durante la visita visita del sottosegretario al ministero dell’ambiente Roberto Morassut alla struttura e ai laboratori del polo tecnologico conciario di Santa Croce sull’Arno assieme alla consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd).

Dopo la visita, il sottosegretario e la consigliera, insieme alla sindaca di Santa Croce e presidente del PoTeCo Giulia Deidda, si sono confrontati con le rappresentanze dei conciatori e dei calzaturieri sulle partite aperte e le priorità di questa filiera produttiva.

“Il comprensorio del Cuoio – ha ricordato Deidda – produce il 15% dell’export della regione Toscana e l’85% dei contratti è a tempo indeterminato. Sono dati di cui andare orgogliosi e da difendere in questo momento di crisi”.
La sindaca ha anche sottolineato la grande sinergia tra pubblico e privato in questo territorio, nel segno della concertazione fruttuosa. Particolare sottolineatura poi per l’attenzione all’ambiente, con la centralizzazione degli impianti e il collegamento diretto ai depuratori, impianti consortili dove non si fa business e dove il pubblico è fortemente presente.

Il Distretto della concia vanta infatti di essere stato tra gli apripista nell’organizzazione di filiere in cui nessun prodotto di lavorazione viene sprecato, all’insegna dell’economia circolare. È stato anche ricordato, nel corso del confronto, l’importante accordo tra Regione Toscana e le associazioni proprio per la chiusura dell’economia di produzione e la riduzione degli scarti.

Due le richieste principali al governo da parte dei rappresentanti dei conciari e del calzaturiero: l’accelerazione del percorso per il cosiddetto “tubone”, ossia l’accordo-quadro per la riorganizzazione delle acque reflue, che prevede la dismissione di 49 depuratori obsoleti e la connessione con il connettore di Santa Croce e, in parte, con San Miniato per la reimmissione delle acque reflue depurate nel ciclo produttivo. Alla luce della finalizzazione di tutti gli impianti all’economia circolare, il lavoro che il ministero sta facendo sulla normativa End of waste del settore è stavo valutato come importantissimo e per questo il distretto ha chiesto di partecipare direttamente ai tavoli di lavoro, così da portare specificità, esigenze e adeguamenti prioritari. Emersa anche l’esigenza di una normativa che dia garanzie sulla gestione delle acque.

Non è poi mancata la testimonianza diretta delle importanti difficoltà che il settore sta attraversando a causa dell’emergenza coronavirus, per le quali è stata richiesta al sottosegretario Morassut una specifica attenzione da parte del governo.

Su questi punti il sottosegretario Morassut ha manifestato la propria disponibilità.

La consigliera Nardini, da parte sua, ha sottolineato come “la forza di questo territorio è sempre stata sapere fare sinergia: anche in questa fase difficile, le richieste arrivate dal distretto della Ccncia sono arrivate in modo unitario. Come Regione Toscana, non senza difficoltà soprattutto da un punto di vista tecnico, abbiamo sempre ascoltato e sostenuto queste eccellenze produttive. Qui abbiamo iniziato a lavorare su sostenibilità ed economia circolare ben prima di quando diventasse di moda, ma anche su sostenibilità sociale, inclusione e legalità. Sul Polo abbiamo creduto e investito – prosegue Nardini – ma vogliamo continuare a potenziarlo, lavorando all’ampliamento perché la formazione e l’incontro domanda-offerta di lavoro qualificato è una delle grandi sfide del nostro tempo”.

La consigliera si è poi unita alla richiesta di un tavolo al ministero per una concertazione concreta sulle esigenze e le priorità del distretto in questa fase delicata e ha assunto l’impegno di favorire questo risultato, in collaborazione con il ministero dell’ambiente. “Dopo il lockdown – ricorda Nardini – abbiamo aperto molteplici canali di confronto, questo con il sottosegretario Morassut e uno con il viceministro dell’economia Misiani”.

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