Unic, Concerie italiane ha un presidente del Cuoio

I dati del 2020: “Un calo tra il 25 e il 35 percento dei ricavi. Nel primo trimestre 2021 soffriremo ancora”

Si è svolta in modalità digitale l’assemblea annuale di Unic – Concerie Italiane che ha eletto alla presidenza Fabrizio Nuti, titolare del gruppo conciario toscano Nuti Ivo, il quale raccoglie il testimone dal Cavaliere del lavoro Giovanni Russo, presidente della conceria Russo di Casandrino.

Un’assemblea che ha delineato il quadro congiunturale dei primi otto mesi 2020 dell’industria conciaria italiana e messo a fuoco le sue attuali priorità, sottolineandone il costante upgrading sostenibile e circolare e ponendo in primo piano lo storico e fondamentale traguardo dell’entrata in vigore, il 24 ottobre scorso, del decreto legislativo numero 68 del 9 giugno 2020. La legge, cioè, che tutela i termini “pelle” e “cuoio” dagli abusi lessicali dei cosiddetti materiali alternativi.

“Assumere la presidenza in un momento così difficile – spiega il neopresidente Fabrizio Nuti -, dove l’incertezza regna sovrana, rende tutto molto più complicato e limita la definizione di programmi e progetti futuri. Mi limiterò pertanto a indicare come leitmotiv della mia presidenza quello di rafforzare e valorizzare l’industria conciaria italiana, affinché le siano riconosciute quelle caratteristiche che l’hanno resa leader mondiale, e di mantenere un dialogo, un confronto continuo ed efficace, con tutti gli attori della filiera”.

“Concludo la mia presidenza in un periodo che, purtroppo, passerà alla storia – commenta il presidente uscente Giovanni Russo -. Un periodo in cui la conceria italiana sta, però, dimostrando di essere un settore vivo e reattivo, mettendo in campo azioni sempre più mirate al miglioramento del servizio e della risposta alle esigenze della clientela. Chiuderemo il 2020 con un calo generalizzato dei ricavi compreso tra il 25 e il 35% e credo che nel primo trimestre 2021 soffriremo ancora di questo effetto pandemico, sperando che tutte le misure messe in atto scongiurino la possibilità di una terza ondata, che complicherebbe ulteriormente lo scenario. Passo il testimone della presidenza Unic a un imprenditore stimato, molto determinato e che, sono certo, lavorerà per il bene dell’associazione e di tutto il gruppo. Per Unic non poteva esserci scelta migliore per proseguire il percorso avviato durante gli ultimi quattro anni”.

In base alle elaborazioni del Servizio Economico UNIC – Concerie Italiane, si stima che nei primi otto mesi 2020, a causa delle conseguenze della pandemia, l’industria italiana della pelle abbia visto arretrare la produzione del 29,2 percento in valore e del 22,8 in volume, con esportazioni (che incidono per oltre il 70 percento sul fatturato complessivo) in calo del 30,6. Poche le differenze di trend tra i distretti produttivi e le destinazioni d’uso della pelle italiana, con una marcata sofferenza da parte di calzatura e pelletteria, mentre automotive e (soprattutto) arredamento hanno mostrato alcuni segnali di rinnovata vitalità. “Covid non ci ha piegato – dice Fabrizio Nuti -, abbiamo sofferto e soffriamo, ma stiamo tenendo. I dati sono certamente negativi, ma dimostrano la nostra capacità di relazione e di sapersi riorganizzare”.

“Ritengo – continua il nuovo presidente Unic – che nella prima fase della mia presidenza ci si dovrà concentrare su poche e chiare priorità a beneficio del settore, le elenco e non sono in ordine di importanza: sostenibilità, promozione della pelle, Lineapelle”. Per quano riguarda la sostenibilità, l’Assemblea Unic è coincisa con la presentazione del Rapporto di Sostenibilità dell’industria conciaria italiana, giunto alla 18esima edizione.
Dopo aver integrato nel 2019 gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030, il Rapporto di Sostenibilità UNIC aggiorna la propria dimensione di strumento per operatori e stakeholder affinché alla pelle si riconosca lo status di materiale protagonista della rivoluzione green. E lo fa ponendo i suoi risultati a confronto con gli obiettivi del Green Deal Europeo, iniziativa promossa dalla Commissione Europea con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica continentale entro il 2050.

Nel 2020, inoltre, si è conclusa la collaborazione tra Unic – Concerie Italiane e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’università degli Studi di Milano che, insieme, hanno mappato le normative relative al welfare animale nei principali mercati di approvvigionamento dell’industria conciaria italiana.

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