“Tre giorni non salvano la stagione”, ma la corsa ai regali di Natale riempie i negozi

C'è chi ha saputo adattarsi: "Ho lavorato più dell'anno scorso"

Non sarà certo shopping sfrenato, anche perché le precauzioni anticontagio non lo consentono, ma comunque le persone sono tornate a girare tra gli scomparti dei negozi. Complice, ovviamente, il Natale e la ricerca dell’ultimo regalo che ci si era dimenticati di fare prima delle feste. Una boccata d’ossigeno per i negozi locali che quest’anno hanno dovuto fare i conti con una restrizione dopo l’altra.

Anche un modo per tornare a incontrarsi e ricordare al cliente abituale, che il proprio negozio di fiducia sta continuando a lavorare. In molti nei mesi scorsi si sono organizzati con le consegne a domicilio, altri hanno messo su un vero e proprio e-commerce, ma prendere in mano il tessuto di una maglia o di una sciarpa non sarà mai sostituito dal click di un mouse.

Tre giorni non fanno una stagione: questo è un po’ il mantra tra i commercianti, che, tuttavia, si dicono soddisfatti per l’affluenza. Ma ci sono anche alcune eccezioni: “Io – racconta Laura Bilanceri di Santa Croce sull’Arno – se possibile, ho lavorato più dell’anno scorso in questo periodo. Abbiamo fatto il pieno di persone tutti i giorni e mi dispiace solo che ci facciano stare chiusi il 24. Ci aspettano altri giorni di chiusura, ma spero che dopo le feste si ritorni alla normalità”. Il negozio in questione ha anche un e-commerce che nei mesi di chiusura ha spedito in tutta Italia e questo testimonia che la voglia di rivedersi da “vicino” era forte. I santacrocesi hanno preferito andare di persona piuttosto che ordinare online. Salvati dai social, si potrebbe dire: “Nel periodo di chiusura – ha continuato Bilanceri – abbiamo usato tanto Instagram, postando foto e questo ci ha aiutato a ripartire: in tanti sono venuti chiedendo il capo che avevano visto sui social”.

Non tutti hanno lo stesso entusiasmo, ferma restando la soddisfazione di questi giorni. “Le persone le abbiamo viste – ha raccontato Alberto Vanni di Santa Maria a Monte –. Il problema è che i giorni che abbiamo perso ormai non si recuperano. Quest’anno le persone guardano con attenzione al prezzo e alla qualità ma i regali li hanno fatti lo stesso. Anche perché noi abbiamo fatto un appello: quello a fare regali utili e una camicia, un pantalone sono servono sempre. Nel settore moda la parte da leone anche quest’anno l’hanno fatta le grandi firme, una garanzia”. Al contrario, secondo l’esperienza di Bilanceri, “il negozio – ha spiegato – ha lavorato perché ha prezzi accessibili a tutti, senza le grandi firme”.

“Contenti anche se per pochi giorni – è l’opinione di Giovanni Mori di San Miniato -. Movimento c’è, anche se non ci risolve la stagione. Con questi giorni riusciamo a incontrare di nuovo la clientela, ma senz’altro il fatturato è calato”.

A farla da padrona è la maglieria, insieme a cappotti e qualche accessorio come sciarpe o cappellini. Ma la novità di quest’anno sono le tute di lana con pantaloni larghi (che fanno comodo anche per stare in casa), magari abbinate a un cappotto a quadri. Nessuna flessione, almeno nel percepito, per quanto riguarda il budget nei regali: i clienti, almeno quelli del comprensorio del cuoio, preferiscono fare un regalo in meno, ma non rinunciano alla qualità.

Tra le novità che la pandemia ha introdotto nel mondo del commercio, c’è il cashback: un meccanismo per ottenere un rimborso di una parte della spesa. “Qualcuno lo fa – hanno raccontato i commercianti -, ma in autonomia. Altri hanno detto di aver avuto problemi a scaricare l’app”.

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