“Vogliamo tempi e modalità di riapertura dopo le feste”, l’appello di Cna Horeca e agroalimentare

“Le nostre aziende sono allo stremo”: ecco le richieste al governo

Questa chiusura per le festività, pur ineccepibile per tutelare la salute pubblica, costa un miliardo alle attività di ristorazione. Occorre con urgenza la realizzazione di un tavolo per definire misure strutturali anche a livello locale oltre che nazionale”. Lo fa notare il presidente di CNA Pisa Francesco Oppedisano, in riferimento al cosiddetto Dpcm di Natale che regola aperture e chiusure per tutto il periodo delle feste fino al 7 gennaio.

“Soltanto il pranzo di Natale e il cenone del 31 dicembre – ha continuato Oppedisano – rappresentano una perdita secca di circa un miliardo per le attività di ristorazione che resteranno chiuse dal 24 dicembre al 6 gennaio. Un danno che amplifica le ingenti difficoltà di un settore tra i più penalizzati dalle restrizioni per contenere i contagi. Dopo le chiusure per decreto durante il lockdown nazionale, le attività di ristorazione dal 26 ottobre scorso devono abbassare le serrande alle ore 18 e ridurre da 6 a 4 le persone per ogni tavolo anche nelle zone arancione nonostante lo scrupoloso rispetto dei protocolli per la sicurezza che hanno comportato investimenti e riduzione dell’offerta per assicurare il necessario distanziamento.

CNA Agroalimentare sollecita l’apertura di un tavolo sull’intera filiera agroalimentare per definire una serie di robusti interventi strutturali in una logica sistemica per dare prospettiva a un settore vitale per l’intera economia italiana. Occorre definire un quadro chiaro su tempi e modalità sulle riaperture dopo le festività natalizie – conclude Oppedisano – le nostre aziende sono allo stremo ed hanno bisogno di chiarimenti burocratici“.

Il Presidente CNA HORECA, Daniele Fagiolini rilancia le proposte avanzate a livello nazionale sulle quali costruire un percorso di rafforzamento della filiera: esenzione fiscale per tutto il 2021 e transizione da definire con l’Agenzia delle Entrate per una dilazione del pagamento delle imposte, risorse a fondo perduto per la ristorazione e per le attività di filiera diretta, dalla produzione primaria alle industrie alimentari e delle bevande, e per le attività di filiera indiretta, dalle tinto-lavanderie ai fotografi, riduzione del costo del lavoro, ampliamento del plafond di credito da 30mila euro, su richiesta, assistito da garanzia pubblica ed allungamento del periodo di rimborso, intervento a sostegno degli affitti in aggiunta al credito d’imposta.

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