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“La spesa non è una scusa per uscire: chiudiamo i negozi per Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio”

La lettera a Giani di Cgil, Cisl e Uil e la solidarietà del Partito comunista: "Unica logica? Il profitto"

“Chiediamo un intervento per prevedere la chiusura dei punti vendita di tutti gli esercizi commerciali, compreso quelli all’ingrosso, per le festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio 2021”. Inizia così la lettera che i segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Toscana Stefano Nicoli, Alessandro Gualtieri e Marco Conficconi hanno inviato al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

“Lo scorso anno – continuano i tre sindacalisti – abbiamo molto apprezzato la scelta fatta dalla Regione Toscana che, con due ordinanze, ha previsto la chiusura di tutti gli esercizi commerciali per le festività sopra citate, scelta che ha permesso alle lavoratrici e ai lavoratori del settore di poter trascorrere queste giornate con la propria famiglia e allentare la tensione che in questi mesi li ha pesantemente coinvolti. Crediamo sia sempre più necessario far passare il messaggio che fare la spesa deve essere considerata una necessità e non una scusa per uscire, visto le previste restrizioni”.

Aggiungono Nicoli, Gualtieri e Conficconi: “Abbiamo sempre messo in primo piano la salvaguardia della salute e della sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e della collettività, per questo l’ordinanza sarebbe utile anche ad evitare assembramenti e spostamenti, oltre a favorire le operazioni di controllo che saranno messe in campo su tutta la Regione”. La lettera si conclude con un invito alla Regione a regole più stringenti per limitare il virus negli esercizi commerciali: “Gli esercizi commerciali sono luoghi di grande affluenza, sarebbe opportuno prevedere regole più stringenti, come in parte già previsto dall’ordinanza 100 della Regione Toscana, sul numero massimo dei clienti all’interno dei punti vendita, oltre a considerare ai lavoratori del settore un dovuto riconoscimento sulla gestione e la tempistica della campagna vaccinale”.

Il Partito Comunista

“Contesta duramente il governo Draghi e le sue ‘restrizioni di comodo, che con due pesi e due misure non contengono affatto il rischio contagio e nel contempo affossano sempre più le famiglie, i lavoratori e i piccoli esercizi commerciali. Solidarietà a tutti i lavoratori dei supermercati che lavoreranno il giorno di Pasqua e il giorno di Pasquetta.

Zona rossa ‘doppia’ a Pasqua in Toscana, come tutti sanno. Dovremmo stare tutti a casa… così dicono. Però se ti manca il detersivo per i piatti puoi sempre andare al supermercato. Interi settori in ginocchio, piccoli artigiani allo stremo, scuole chiuse e bambini in dad con genitori disperati perché non sanno a chi lasciare i figli. E chi ha mai pensato ai lavoratori dei supermercati? Persino a Pasqua devono andare a lavorare.

Un grande caos che non solo aumenta la povertà che ormai raggiunge 5 milioni di persone in Italia ma che fa emergere delle grosse contraddizioni legate al capitale. Le grandi aziende non chiudono. Le grandi catene di supermercati aprono anche a Pasqua e a Pasquetta. Di quale sicurezza si parla allora? Al supermercato in fila non ci sono rischi?
Tutto ciò non solo crea uno scontro tra lavoratori ( alcuni lavorano troppo altri non lavorano proprio) ma è anche un evidente sintomo di quanto poco importi la salute dei cittadini. Sapevate che i cassieri e tutti coloro che lavorano nei supermercati non sono considerati soggetti a rischio? A loro niente vaccini. Qual è la logica? Ce n’è una sola: il profitto”.

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