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Estetiste e parrucchiere “occupano” il municipio, anche contro “il nero” in zona rossa foto

Le professioniste, anche a nome dei colleghi, hanno voluto spiegare all'amministrazione il disagio di essere chiusi da troppo tempo e in una zona di confine

In 8 tra parrucchiere ed estetiste, in rappresentanza anche dei colleghi del territorio, nella serata di oggi 9 aprile si sono presentate in municipio a Montopoli Valdarno, si sono accomodate in sala del consiglio e hanno fatto sapere al sindaco e agli assessori, impegnati al piano di sopra, di non essere disposte ad andarsene senza essere ascoltate.

Con il sindaco Giovanni Capecchi, ad ascoltare le imprenditrici (che da sole occupano una 40ina di persone), c’erano le assessore Linda Vanni e Cristina Scali. Le professioniste del benessere hanno ribadito chiaro il disagio già raccontato a IlCuoioinDiretta.it (qui), quello di essere zona di confine, di vedere i propri clienti migrare (e magari fidelizzarsi) nei comuni vicini solo qualche chilometro o osservare impotenti le attività “a nero” e a domicilio.

Quando, oggi pomeriggio, hanno intuito come sarebbe finita (qui), le professioniste del benessere si sono organizzate per capire. Fra loro c’erano Mery Maffei del centro ricostruzione unghie ‘Mery’, Elena Fariello, Clara Glielmi e Samanta Cerminara del ‘Polo Sensoriale Via Cavour 98’ di San Romano, Roberta Coltelli di ‘Idea Donna Acconciature’, Maria Pennacchia del ‘Centro estetico Venere’. Presente anche Bernardo Carannante del Centro Commerciale Naturale di San Romano.

“Da dove viene questa decisione? – hanno chiesto -. In zona rossa, vicino a Natale, eravamo aperti. Chiudere a macchia di leopardo non ha dato benefici, anche perché le persone si muovono. È aumentato il lavoro a nero e le persone se ne sono approfittate. Abbiamo pagato caro per aprire le nostre attività e, dall’emergenza, per mettere in sicurezza i nostri contatti”.

Un disagio che si palesa in questa serata montopolese e sembra rappresentare solo la punta dell’iceberg. Le due categorie in questione, parrucchiere ed estetiste, infatti, si stanno organizzando con le loro ‘reti’ provinciali, regionali e nazionali. Non a caso tutte le protagoniste di questo incontro con sindaco e assessori fanno capo alla raccolta firme lanciata giorni fa ‘Acconciatori ed estetisti aperti anche in zona rossa’, appello di Cna, Confartigianato, Casartigiani che, in una petizione on line lanciata il 31 marzo, hanno raccolto quasi 50mila firme.

Otto donne, otto professioniste, altrettante attività. Per non parlare delle quasi quaranta persone che nel complesso sono colpite dalle difficoltà delle loro aziende, fra collaboratori e dipendenti. “L’anno scorso è stata dura – lamentano -, quest’anno è impossibile. Siamo una categoria che non è stata aiutata in maniera efficace e si sobbarca ogni giorno lo sforzo di andare avanti, erodere risparmi, anticipare soldi ai dipendenti. In una situazione in cui, a differenza dell’anno scorso, non vediamo significativi miglioramenti”.

E se c’è una cosa sulla quale professioniste del benessere e amministratori locali, infatti, è sulla lettura di questo stato di restrizioni sul fronte dell’efficacia. Reduci dall’incontro con il presidente Eugenio Giani, i sindaci del Cuoio in maniera compatta hanno teso ad allargare più possibile la zona rossa, puntando ad avere una una proroga del “rosso” in tutta la Regione per un’altra settimana o, almeno, strutturare le zone di massime restrizioni alle Asl. “Alla fine siamo arrivati a due provincie più i nostri comuni, ma da parte di molti sono state espresse perplessità sulle zone rosse comunali e sulle restrizioni a macchia di leopardo – ha detto Capecchi di fronte alle imprenditrici –. Ho fatto presente a Giani che la zona rossa a Montopoli non ha generato grandi risultati. Siamo messi più o meno come all’inizio della zona rossa prima di Pasqua. Gli indici sono sempre alti e su di noi incide la situazione dell’ospedale di Empoli. Gli esercenti vivono il paradosso di avere restrizioni più dure oggi di quando, alla fine dell’anno scorso, c’erano più casi”. Di qui l’invito del primo cittadino alle esercenti ad andare avanti con le proposte e le richieste, da farsi come categoria, a livello nazionale.

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