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Cresce la domanda di lavoro in provincia di Pisa: 1 su 10 assumerà. Cala il manifatturiero

Le imprese pisane prevedono di assumere 3.160 persone. A gennaio 2022, le posizioni offerte ai laureati rappresentano il 16%

Il 2022 si apre con una domanda di lavoro in lieve crescita nella provincia di Pisa. I dati del Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere in collaborazione con Anpal ed elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa segnalano infatti una crescita della domanda di lavoro delle imprese pisane con dipendenti del settore industriale e dei servizi del 3% tra il gennaio 2020 (mese ancora prepandemico) e il gennaio 2022.

Il dato relativo al primo mese del 2022, rispetto al 2020, torna perfettamente in linea rispetto al dato della Toscana e lievemente superiore al complesso del Paese che ha fatto registrare una flessione di circa l’1%. In termini di valori assoluti, a gennaio 2022 le imprese pisane prevedono di assumere 3.160 persone, un incremento di 90 unità rispetto al gennaio 2020 e di 930 rispetto al gennaio 2021 quando, però, eravamo nella fase acuta della pandemia. Le imprese che prevedono assunzioni nel primo mese del 2022 saranno l’11% del totale e si conferma, anche se in lieve calo, il gap domanda offerta di lavoro in provincia: il 36% delle assunzioni previste saranno difficili da attuare per la difficoltà delle imprese nel reperire i profili desiderati.

“Si conferma nel primo mese del 2022 – spiega il commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini – la tendenza a crescere della domanda di lavoro espressa dalle aziende pisane e il dato, pur non essendo entusiasmante, torna almeno ad allinearsi a quello regionale e nazionale rispetto ai quali eravamo al di sotto nelle rilevazioni dei mesi precedenti. Preoccupante il dato del turismo e del commercio sui quali continuano a pesare le rinnovate incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane. Perdono terreno anche il manifatturiero e l’edilizia che nei mesi scorsi avevano dato segnali incoraggianti. Si ripresenta, infine, come a livello nazionale, lo scarto tra domanda e offerta di lavoro ed un impegno per mitigare questo fenomeno si impone ormai come autentica priorità . Un quadro complesso e non certo rassicurante, soprattutto per le difficoltà di settori, come il commercio e il turismo, che nella nostra Provincia sono strategici e sui quali, prima della recrudescenza dell’emergenza sanitaria, si potevano prevedere momenti di ripresa. La programmazione per il 2022 terrà conto della necessità di operare su più fronti, dal sostegno finanziario per la ripartenza a quello per l’internazionalizzazione delle imprese, dal marketing territoriale alla formazione professionale e all’orientamento scolastico, coordinando le iniziative con quelle degli altri livelli istituzionali, nazionale e locale”.

Sostanzialmente costante il rapporto tra le varie tipologie di contratti di assunzione: nel 72% dei casi, la domanda di lavoro è trainata dai contratti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita) mentre per il restante 28% le assunzioni saranno di tipo stabile, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Le assunzioni si concentreranno per il 61% nel settore dei servizi e per il 67% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Per una quota pari al 24% dei contratti il lavoro sarà offerto a personale under 30 e per il 74% delle entrate continua, anche rispetto al gennaio 2020, ad essere richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

Con riferimento ai settori, la tendenza si inverte rispetto ai mesi precedenti. Il settore dei servizi è quello che pesa di più in termini di assunzioni (+180) rispetto al gennaio 2020, mentre registra una flessione del 7%, con una previsione di assunzioni di -90 unità, per il settore dell’industria che nei mesi scorsi aveva segnato crescite significative, spinte soprattutto dal boom nell’edilizia.
In particolare nell’ambito dei servizi si confermano le difficoltà del commercio e del turismo la cui previsione di domanda di lavoro ad inizio anno 2022 scende rispettivamente dell’8% e del 4%, mentre per i servizi alle imprese si prevede l’assunzione di 970 unità pari ad un +18% e di 340 unità, corrispondenti al +26%, per i servizi alle persone rispetto allo stesso mese del 2020.

Per l’industria i dati specifici indicano un calo della domanda di lavoro del 7% con riferimento al settore manifatturiero e del 9% nelle costruzioni, settore che nei mesi scorsi aveva fatto registrare significativi dati di crescita sospinti dagli effetti dei “bonus” per il settore edile. Considerando i macro gruppi professionali, la crescita più consistente si conferma tra le professioni non qualificate (+18% tra gennaio 2022 e lo stesso mese del 2020). Seguono, in termini percentuali, gli operai specializzati (+12%) e gli impiegati e le professioni del terziario (+7%). Flessione marcata invece per le professioni con elevata specializzazione (-18%).

Le assunzioni di difficile reperimento a gennaio 2022 si assestano al 36% delle figure ricercate: un valore tutto sommato in linea con quello registrato a gennaio 2020 (34%). Tra le professioni ad elevata specializzazione sono difficili da reperire i progettisti, ingegneri e professioni assimilate, i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione ed i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (difficili da trovare, rispettivamente, nel 78%, nel 58% e nel 57% dei casi). Tra le professioni dei servizi, continuano a palesarsi le maggiori difficoltà di reperimento di cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (il 43% dei 190 posti offerti) e degli operatori dell’assistenza sociale (il 60% dei 90 posti disponibili). Gli operai specializzati più difficili da trovare sono quelli delle industrie del legno e della carta (60% dei casi), dell’edilizia e della manutenzione degli edifici (55% dei casi) e delle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (47% dei casi). Resta complessa la situazione dei conduttori di mezzi di trasporto (38% dei casi) e dei conduttori di macchinari mobili (41% dei casi). Difficoltoso reperire anche il personale non qualificato nei servizi di pulizia (il 30% dei 240 posti in offerta).

A gennaio 2022, le posizioni offerte ai laureati rappresentano il 16% di quelle complessivamente offerte e il dato è lievemente inferire a quello dello stesso mese del 2020 (19%). In calo la quota di personale in possesso di diploma (33% contro il 36% del 2020). Calo sensibile per la quota di ingressi di personale con qualifica o diploma professionale (il 16% contro il 24% del 2020). Considerando i titoli di studio chiesti ai neo assunti, a gennaio la quota più consistente continua ad essere appannaggio del personale con la sola scuola dell’obbligo che peraltro cresce: 34% contro il 21% di due anni fa.

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