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Non ci sono schiarite nel Pd per la questione candidature a Pontedera

Nella notte anche il presidente della Regione Eugenio Giani all’assemblea a Pontedera.

Potrebbero non bastare le dimissioni messe a disposizione da una candidata della provincia di Pisa a mettere fine allo psico-dramma del Partito Democratico, alle prese con il nodo candidature a Pontedera.

A mettere la sua dimissione a disposizione, secondo vari rumors, sarebbe Catia Lazzereschi di S. Maria a Monte, nell’ottica di risanare la clamorosa protesta che sta montando in Valdera per l’esclusione della giovane assessora pontederese Sonia Luca, promessa candidata per settimane e poi bruciata due giorni fa.

Una bega che ieri aveva portato undici sindaci della Valdera (con anche Simone Giglioli, di San Miniato) a protestare formalmente per un’esclusione ritenuta inaccettabile dai pontederesi, riuniti ieri sera in assemblea al circolo Il Romito.

Confermato lo stop alla Festa dell’Unita cittadina e le auto sospensioni dal partito dei segretario di circolo, del sindaco, dei membri Pd di giunta e consiglio comunale, e di quasi tutta l’assemblea comunale.

“Non si tratta di personalismi o correntismo, ma della richiesta di rispetto per la comunità democratica – scrivono i Dem di Pontedera. – A sostegno delle istanze del territorio è intervenuto all’assemblea anche Eugenio Giani, che ha riconosciuto la fondatezza della richiesta e si è impegnato a trovare una soluzione”.

Parole che non avrebbero però ancora smosso alcunché, tanto che persino secondo alcuni sostenitori di Luca, una parte importante del partito pisano, toscano e nazionale non accetterebbero di inserire il nome dell’assessora nella rosa dei candidati nemmeno di fronte al posto libero lasciato da Lazzereschi. Qualcuno azzarda persino l’ipotesi, fantapolitica, di una rosa “menomata” a quel punto di un candidato: 7 invece di 8. E sarebbe l’inizio di una guerra interna.

Si sarebbe provato, nella notte, anche ad offrire a Luca un posto nella lista “civica” regionale, la “lista del presidente” Giani. Opzione, quest’ultima, che sarebbe rifiutata dai sostenitori dell’assessora.

Intanto il commissario provinciale Vinicio Peluffo ed il segretario regionale Emiliano Fossi non avrebbero ancora battuto ciglio. “Sarebbe un gesto di maturità – dicono sempre i pontederesi – se le due figure più autorevoli del Pd provinciale, Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo, volessero pubblicamente a loro volta dare riscontro alle richieste avanzate da sindaci”.