“Fabbriche chiuse e zone industriali semi deserte”, il Primo maggio di Spinelli

Oggi sceso in piazza a Fucecchio insieme allo Spi Cgil

“Questo primo maggio lo dedichiamo a tutti quei lavoratori che ogni giorno rischiano la vita per noi”. Ha detto il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli che oggi 1 maggio ha celebrato la Festa dei lavoratori insieme a Patrizia Rosati dello Spi Cgil.

“Ci troviamo a festeggiare un primo maggio diverso dal solito – ha notato -, senza le sfilate nelle strade e nelle piazze, senza le bandiere. Ma soprattutto denso di preoccupazione perché le nostre fabbriche sono ancora chiuse a causa dell’epidemia. I motivi per dedicare i nostri pensieri al mondo del lavoro non mancano, anzi se possibile ce ne sono ancora di più. Ci sono tanti lavoratori che ogni giorno rischiano la vita per noi. Penso ai tantissimi medici e operatori sanitari, da due mesi in prima linea contro il virus, o alle forze dell’ordine, come l’agente di polizia Pasquale Apicella che a Napoli quattro giorni fa ha perso la vita cercando di fermare una banda di rapinatori.

Questa pandemia sta mettendo a dura prova il nostro comparto produttivo e rischia di farci perdere posti di lavoro, compromettendo gli sforzi che per decenni imprese e lavoratori, anche e soprattutto qui nella nostra zona, hanno compiuto. Molte fabbriche sono ancora chiuse, le zone industriali semideserte. Lavoratori, imprenditori, associazioni di categoria, sindacati, istituzioni, tutti dobbiamo far fronte unico per superare quest’emergenza. E sono sicuro che, come spesso accade nei momenti di difficoltà, sapremo reagire alla grande. A Fucecchio ogni imprenditore si sta riorganizzando per ripartire. Le aziende si stanno dotando di nuove strumentazioni e dei dispositivi di sicurezza, stanno riconvertendo i protocolli. L’ingegno dei nostri imprenditori e la disponibilità e la professionalità dei nostri lavoratori ci permetterà di rialzarci. Ripartiremo con un modo nuovo di ripensare il lavoro e le relazioni sociali. E ce la faremo, ancora una volta”.

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