Tartufo, San Miniato pensa alla mostra anti covid: con meno tensostrutture e più palazzi

La mozione di Cambiamenti. Ferraro: "Abbiamo parlato di turismo esperienziale, puntiamo sulla promozione più che sulla vendita"

Meno tensostrutture e più palazzi storici, meno congestioni e tempi più dilatati. Probabilmente saranno questi i principi che guideranno l’organizzazione della 50esima mostra mercato nazionale del tartufo bianco di San Miniato. I punti interrogativi sono ancora tantissimi e probabilmente le risposte che tutti aspettano non arriveranno prima di settembre, quindi a ridosso della mostra, ma a San Miniato nessuno vuole “alzare bandiera bianca”.

Una mozione presentata dal gruppo consiliare Cambiamenti è stata approvata all’unanimità nel consiglio comunale di ieri giovedì 18 giugno “per elaborare una serie di proposte e celebrare al meglio l’appuntamento” annuale come ha spiegato il consigliere Matteo Squicciarini nella lettura della mozione già emendata. Sicuramente andranno studiate nuove modalità di accesso e di affluenza, con punti di entrata e uscita differenziati. A tal proposito, una spinta verso una mostra anti covid, è arrivata dall’Associazione architetti Lanfranco Benvenuti.

“Mi piace l’idea di portarla nei palazzi – ha detto Simone Giglioli, sindaco di San Miniato -, ma rimangono le norme sulla sicurezza da rispettare. Ci sono tante cose del progetto degli architetti dell’Associazione architetti Lanfranco Benvenuti che mi convincono. Certo, bisogna seguire delle regole stringenti e il fatto che siano consentite solo manifestazioni statiche non aiuta. Ma noi non alziamo bandiera bianca, la vogliamo fare perché rappresenta il Dna della nostra città. Poi, ci sono ancora molte variabili che sono punti di domanda. Non sappiamo con che regole possiamo farla, non sappiamo nemmeno se riapriremo le scuole a settembre quindi figuriamoci.

Quello degli architetti, comunque, è un lavoro che non viene dal Covid: una prima bozza era venuta dalla necessità di ridisegnare la festa dandogli una rinfrescata. Il Covid si è inserito in questo e ora c’è la necessità di ripensare gli spazi in modo da evitare assembramenti. Inoltre, con la mostra diffusa nei palazzi potremmo anche evitare di montare le tensostrutture che hanno un costo notevole”.

Il fatto che la mozione messa in votazione sia quella già emendata da maggioranza e opposizione non ha impedito ai consiglieri di entrambe le parti dello scacchiere di proporre nuovi suggerimenti. Lucia Alessi, consigliera di maggioranza e Roberto Ferraro della Lega punterebbero entrambi sulla promozione, ciascuno a modo suo. “Non deve essere solo tartufo – ha detto Alessi –. Certo il prodotto è attrattivo, ma dietro ci sono altre produzioni, c’è la campagna, c’è l’agricoltura tutto un territorio con le sue componenti storiche, paesaggistiche e culturali. Si chiama mostra mercato: facciamo più mostra e meno mercato. Abbiamo parlato di turismo esperienziale, puntiamo sulla promozione più che sulla vendita”.

Sullo stesso punto, e cioè sulla capacità di attirare turisti e di spingerli a tornare a visitare San Miniato, insiste anche Ferraro: “Io mi chiedo – le parole del consigliere di minoranza – se chi passa in FiPiLi quando vede il cartello della Torre federiciana gli viene voglia di visitare San Miniato. Perché non mettere un cartello che pubblicizzi ‘San Miniato città del tartufo’, che è sicuramente più appetibile”.

Nonostante i molti punti interrogativi, il cartellone culturale di San Miniato non è stato completamento annullato. “Sono state annullate – come ha spiegato Giglioli – le prime manifestazioni, quelle di giugno, per esempio la Notte nera. Altre si faranno, in modalità sicura e vanno ripensate. Ci sarà La luna è azzurra, ci sarà il Dramma popolare”.

Sul tartufo però un punto cruciale, che va oltre la convergenza trovata in consiglio comunale, è stato sollevato dal consigliere di Forza Italia Michele Altini. “La promozione della Mostra – ha detto Altini – viene fatta da San Miniato Promozione. Il cda è scaduto nel settembre 2019, credo che sia stato prorogato, ma sarà il nuovo cda a decidere come gestire la mostra mercato del tartufo. Quando nella mozione si parla degli organi preposti c’è anche San Miniato Promozione: i membri del cda avranno le loro idee, le loro proposte, speriamo che siano uguali a quelle espresse qui in questo consiglio. Per questo faccio un invito al sindaco affinché a breve ci comunichi il nuovo cda”.

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