Fucecchio vuole la pace e posiziona le pietre d’inciampo ai suoi caduti foto

Una corona d'alloro davanti alla ex fabbrica di fiammiferi Saffa dove c'è la lapide

Oggi 8 marzo, Fucecchio ha posizionato di fronte al monumento ai Caduti in piazza XX settembre le pietre d’inciampo con i nomi di Oreste Ceccarini, Gino Tocchini, Gino Bracci, Giulio Baccini, Pietro Fornaciari, Bruno Di Gaddo e Sirio Sostegni, deportati e uccisi nei campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee.

pietre d’inciampo a Fucecchio

Erano presenti il sindaco Alessio Spinelli, l’assessore alla Memoria Daniele Cei, l’assessore alla Memoria del Comune di Livorno Simone Lenzi, in quanto queste persone erano sfollati dalla città labronica ed erano ospiti di famiglie fucecchiesi ed avevano trovato occupazione come operai alla ex fabbrica di fiammiferi Saffa in via Dante. Proprio dalla storica ex fabbrica fucecchiese queste persone vennero prelevate la mattina del 8 marzo 1944 dopo aver scioperato contro il regime fascista e vennero deportate nel campi di sterminio nazisti dai quali non fecero più ritorno. Secondo i racconti dell’epoca, come ha precisato nel suo intervento, l’assessore Daniele Cei, queste persone furono ritenute dal regime nazi fascista proprio gli animatori della protesta fucecchiese che si unì a quella empolese nella ex vetreria Taddei che ebbe un grande clamore a livello nazionale.

Per questa “colpa” i sette inermi ed innocenti operai che non avevano commesso alcunché ma solo espresso il loro pensiero aderendo ad una protesta contro un regime politico crudele ed assassino vennero deportati su di un treno merci dalla stazione di Firenze nei campi di sterminio nazisti da dove non fecero più ritorno. Di loro non resta una tomba, un luogo in cui pregare o poggiare un fiore, i loro nomi resteranno perennemente vivi da sette blocchi di pietre. Le pietre d’inciampo sono infatti blocchi di pietra e ottone sui quali sono incisi i nomi e le date dei deportati e sono nate da un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare nel tessuto urbanistico delle città europee una memoria diffusa dei cittadini trasferiti nei campi di concentramento nazisti.

Ognuna rappresenta una vita prematuramente spezzata dal giogo nazi fasciata, e tutte insieme compongono il mosaico della storia del nostro Paese. Fucecchio ha aderito, come molti comuni dell’Empolese Valdelsa, a questa nuova modalità di diffondere la memoria storica.
Il progetto realizzato dall’amministrazione comunale con otto classi terze della scuola media Montanelli Petrarca, presenti alla cerimonia, ha trovato la propria realizzazione conclusiva questa mattina 8 marzo alle 10 quando i cubetti in ottone con i nomi dei sette deportati e uccisi nei campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee, sono state posizionate di fronte al monumento ai caduti delle guerre in piazza XX settembre.

L’assessore Cei ha illustrato il progetto ed il valore delle pietre d’inciampo, che serviranno proprio a far “inciampare” i cittadini nella storia a ricordare gli orrori del passato anche per combattere i fantasmi della guerra come purtroppo sta avvenendo in questo momento in Ucraina. Più diretto il sindaco: dopo aver ricordato l’articolo 11 della Costituzione italiana che ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta degli altri popoli e come mezzo di risoluzioni, ha precisato “noi non accettiamo l’affermazione di Putin che ha detto che l’intervento in Ucraina è una ‘operazione speciale’, noi ripudiamo questo tipo di operazioni, noi gridiamo forte che vogliamo la Pace”.
Dopo è stata la volta dell’intervento dell’assessore alla Memoria del Comune di Livorno, e degli studenti delle otto terze medie della scuola Montanelli Petrarca con le quali è stato condiviso il progetto che hanno letto dei pensieri come fossero stati espressi il giorno della deportazione e lasciati in eredità da sette deportati.

Alle 11 la cerimonia si è spostata proprio davanti la ex fabbrica di fiammiferi Saffa dove sotto la lapide posta dall’amministrazione comunale nella ricorrenza dei 60 anni dalla deportazione è stata messa una corona di alloro ed è stato reso onore ai sette operai livornesi.
Per quanto concerne la situazione dell’ Ucraina il Comune di Fucecchio invierà degli aiuti alla popolazione.

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