Quantcast

“Eurosia. La stella dei Pirenei”, la storia di don Francesco debutta nel palazzo di Roffia

Nel cast del musical personaggi famosi e attori locali

Venerdì 24 giugno alle 21,30 nel giardino della cisterna di palazzo Roffia a San Miniato, debutterà il musical Eurosia. La stella dei Pirenei di Francesco Ricciarelli con la musica di Mario Costanzi, per la regia di Andrea Mancini. Lo spettacolo, che si replicherà il 25 giugno, è presentato dalla Fondazione Istituto del Dramma Popolare di San Miniato come fuori programma della 76esima Festa del Teatro.

Si tratta di un lavoro importante, che ha impegnato, i due autori Ricciarelli e Costanzi, negli ultimi cinque anni. Ci sono intanto da notare i riferimenti colti, sia in ambito teatrale che musicale, ad esempio “Opera da tre soldi” di Brecht Weill, che in qualche modo riportava in auge un modo di far spettacolo, con musiche popolari, canzoni, parti recitative, vicine all’attualità, con un protagonista che assomigliava ad un boss mafioso. In “Eurosia” la storia appare più anacronistica, il personaggio principale è una santa medievale, vissuta nel nord della Spagna e martirizzata dai Mori che dominavano quelle terre. Non è la prima volta che la Fondazione Istituto del Dramma Popolare descrive la vita di un santo, ma certo non l’aveva mai fatto sotto forma di musical, confermando comunque, che i temi trattati restano di grande attualità.

“Certo – dice Francesco Ricciarelli – ci sono temi molto urgenti, anche per l’oggi: si pensi al tema della guerra, alle invasioni militari che travolgono popolazioni inermi, o ancora al martirio dei cristiani in molte parti del mondo. Pensiamo ad esempio alla strage compiuta da fanatici in una chiesa in Nigeria la scorsa Pentecoste. Questi temi, benché trasfigurati nel mito e nella leggerezza del teatro musicale, sono ben presenti nell’opera.  C’è poi una scelta di vita esigente, che sa andare contro il comune modo di pensare, insomma un tema importante, specialmente per i giovani, spesso bistrattati e accusati di essere lontani dall’impegno e dalla dedizione a valori e ideali anche assoluti”.

“Eurosia. La stella dei Pirenei”, è ambientata in Spagna alla vigilia dell’anno mille. Sulla montagna di Yebra, teatro di scontri, sconfitte e riconquiste da parte delle due potenze rivali del Califfato di Al Andalus e del Regno dei Franchi, una giovane donna, Eurosia, decide di compiere una scelta radicale di libertà che la pone in contrasto con le aspettative familiari e sociali. Le storie private dei personaggi, ognuno dei quali incarna un punto di vista diverso sul senso della vita, vengono travolte dal flagello della guerra, che vaglierà e rovescerà le scelte di ciascun personaggio. La musica risponde ad un insieme di stili, con canzoni pop, etniche, rock. “Una commistione interessante – dice Costanzi -. Ci ho lavorato intensamente, coinvolgendo una serie di bravissimi professionisti, nelle parti canore e orchestrali. Del resto, anche gli strumenti usati rispondono a questa sorta di miscuglio, ci sono accanto al violino e al pianoforte, anche altri mezzi sonori, che non rappresentano esattamente il modo classico di intendere la musica, facendola a volte assomigliare a quella che si chiama World Music”.

Dopo quasi un anno di prove, venerdì 24 avrà luogo la prima (con replica il giorno dopo) di questa “Eurosia” (Pamela Chiarugi), una giovane combattuta tra il sacrificio a Cristo e il suo promesso sposo (Francesco Gronchi), prima osteggiata poi aiutata dal padre (lo straordinario Rodolfo Banchelli). Gli altri sono Lupo, il traditore (Enrico Durelli), il poeta popolare (Alessio Guardini), il priore dei monaci eremiti (Stefano Torriti), il Tempo (Stefano Agnoloni) e poi Cristina Ferniani, Valentine Igwe, Giulia Benvenuti, Barbara Mignemi, in varie parti di contorno.

“Si pensi – dice Andrea Mancini – che il padre di Eurosia è interpretato da un cantante storico, reduce da Sanremo, ma soprattutto campione internazionale di Rock and Roll, cioè Rodolfo Banchelli, che si esibirà in una serie di danze acrobatiche, davvero coinvolgenti. Come a dire che anche la regia cerca di rispondere ad un bisogno di popolarità, che avvicina lo spettacolo al pubblico e che speriamo – conclude il regista – possa aiutarne il successo”.

Hanno contribuito alle basi musicali: Edoardo Bruni (chitarra elettrica), Lorenzo Alderighi (basso elettrico), Vito Perrini (percussioni), Alberto Piva (pianoforte), Andrea Lucchesi (sax); le chiarine della Contrada di Porta Fiorentina (Cerreto Guidi); l’ensemble vocale: Sevilay Bayöz (soprano); Marta Corti (contralto); Marco Gallina e Lorenzo Spinosi (tenori); Carlo Fermalvento (basso e direzione del coro); consulenza della coreografa Veruschka Cocchini. Collaborazione per le scene e i costumi: “Colori in Corso” di Claudio Occhipinti; Compagnia “S. Andrea” (Empoli); Andrea Meini pittore.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.