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Cresce Il Borgo che vorrei: messe le botteghe c’è da abbellire il centro

 “Il progetto ha un anno, è praticamente un bimbo. Adesso si tratta di seguirlo e accompagnarlo”. Fa ricorso, come in passato, a questa metafora la sindaca di Santa Maria a Monte Ilaria Parrella per descrivere i primi risultati dei bandi dedicati al commercio Il Borgo che Vorrei.

Quindici nuove attività, quindici piccoli successi che ad oggi fanno bella mostra nel nuovo pannello che all’inizio di via Carducci presenta le attività del corso: Il coccio e la tela (prodotti in tessuto), la Bottega di Cesare (antiquariato), La Grotta dei Ghiotti (alimentari), Ragazzi d’Italia (abbigliamento), Tesori Tipici Campani, Rb Restauro Auto e Moto, Renaio.11 (articoli da regalo), Feba (ceramiche), Atelier Simona Valori (sartoria e scuola di moda), Focus Studio (fotografo), Inside Italian Wine (enoteca), Per le vie del borgo – Ice Cream&More (gelateria), La mescita di Orazio (ristorante), Tuscany My Love (agenzia turistica), Art Suite Gallery (casa vacanze). E intanto pare sia in cantiere la sedicesima, una pizzeria che presto potrebbe aprire i battenti.
Eppure, volendo tornare alla metafora del sindaco, fatto il bimbo ora c’è da sistemare casa. Anche per questo da alcune settimane è partita la seconda parte del progetto di riqualificazione del centro storico. Si parla di 2.0. “E’ l’evoluzione del primo progetto – spiega la sindaca –. Nel primo step la nostra preoccupazione era quella di far incontrare domanda e offerta in merito al far rivivere i fondi. Ce n’erano alcuni vuoti da anni e anni. Al tempo stesso c’erano persone che avevano un’idea, un progetto, ma non riuscivano a dargli il via per le solite difficoltà legate al mettere su un’attività. Molte persone hanno voluto scommettere con noi in questa avventura che al momento sta riscuotendo successo. Il secondo passo, adesso, riguarda il centro storico propriamente detto: la sue facciate, gli scorci le sue potenzialità. Ecco che è nata la seconda rosa di cinque bandi per abbellire il nostro borgo”.
Dalla cura del verde all’arte come volano di qualificazione urbana, dai negozi temporanei al recupero delle antiche facciate. Tutto questo è inserito nel secondo gruppo di bandi.
Temporary shop. Per il primo bando, dedicato ai temporary shop, i negozi “a tempo”, si cercano operatori disponibili all’allestimento di una bottega per un breve periodo, da insediare in immobili commerciali a costi azzerati. Il borgo in fiore. Lo scopo è valorizzare in maniera semplice l’immagine del centro in occasione delle celebrazioni per la Beata Diana Giuntini ad aprile, abbellendo aree pubbliche, piazze, angoli, scalinate o particolari edifici una settimana prima dell’evento. Per aziende di produzione e vendita e commercianti di piante e fiori partecipanti al bando, un vantaggio di 500 euro. Recupero facciate. La più tradizionale delle iniziative di riqualificazione urbana, prevede l’assegnazione di contributi a fondo perduto (40% del totale della spesa per un massimo di 5mila euro) per il recupero delle facciate nei due centri storici. L’arte del borgo. “Il bando più coraggioso – lo ha definito Parrella – è rivolto agli artisti che si impegnino nella realizzazione di opere d’arte pubbliche con l’intento di migliorare il centro e dargli visibilità regionale o nazionale”. Contributo di 4mila euro. Adotta una pianta. Il più modesto dei bandi, ma aperto alla massima partecipazione, prevede un contributo di 20 euro l’anno in sconti sulla Tari per coloro che vorranno curare una pianta del verde pubblico. Informazioni sul sito web del Comune o agli uffici Suap e Tributi.

Nilo Di Modica

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