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Piaggio, incertezza per l’indotto locale dopo l’incontro con Colaninno

I livelli occupazionali alla Piaggio hanno sostanzialmente tenuto, ma a preoccupare i sindacati, in particolare la Fiom Cgil rappresentata dal segretario provinciale Massimo Braccini, è l’indotto sul territorio, sul quale i rappresentati della sigle dei metalmeccanici Fiom, Uilm e Fim vogliono aprire quanto prima un approfondimento anche con le istituzioni locali e regionali.

Questa la sintesi dell’incontro tra i sindacati e Roberto Colaninno, il presidente di Piaggio avvenuto oggi a Pontedera, proprio nella sede della direzione di viale Rinaldo Piaggio. “E’ vero che i livelli occupazionali all’interno della Piaggio sostanzialmente hanno tenuto, ma il problema è cosa accadrà nell’indotto” dice Braccini al termine dell’incontro. Ovviamente il pensiero va subito alle ultime vicende della Ristori di Santa Maria a Monte e della altre aziende del territorio, che significano qualche migliaia di lavoratori tra la Valdera, il comprensorio del Cuoio e l’area pisana. Una questione spinosa che per il sindacato deve assolutamente essere affrontata. Il timore infatti è che anche sulla base della parole di Colaninno, l’indotto possa spostarsi e quindi si perdano opportunità sul territorio. Colaninno durante l’incontro avrebbe lasciato intendere che per quanto riguarda l’indotto Piaggio è pronto a rivolgersi al mercato a livello globale. “Ovviamente la questione va analizzata nel dettaglio e nel suo complesso – hanno spiegato poi i sindacati – questo è l’aspetto più delicato che dovremo affrontare quanto prima e su cui bisogna trovare della risposte anche perché a seconda di come si metteranno le cose, un disimpegno sull’indotto da parte di Piaggio vorrebbe dire mettere in difficoltà le aziende del territorio che lavorano prevalentemente o escusivamente per Piaggio”.
Durante la riunione, si sarebbe anche parlato di investimenti, altra questione che va a incidere sulla tenuta dei livelli occupazionali e anche sulla questione dell’indotto. Al momento Piaggio, sulla Valdera, non sarebbe in grado di affrontare nuovi investimenti vista la situazione economica generale. Da contrapporre a questo elemento però, c’è un aspetto positivo: non sarebbero emerse volontà di retrocedere sui livelli occupazionali o sugli investimenti in essere nello stabilimento di Pontedera. Una valutazione determinata anche dal fatto che i mercati per il momento non hanno dato, se non in rari casi, segnali di grande ripresa. In sostanza quindi sembra che la linea aziendale per il prossimo futuro rimarrà quella di mantenere i livelli in attesa di una possibile ripresa della domanda.
Colaninno ha invece ribadito ai sindacati:”Pur in presenza di un mercato continentale che nel suo complesso si è dimezzato, Piaggio ha saputo mantenere sostanzialmente invariati i livelli occupazionali. Nel 2008 a Pontedera lavoravano 3.100 persone tra operai, impiegati e dirigenti e a fine 2014 il totale è di 3 mila”. “In Europa – ha aggiunto – siamo passati da 4.600 dipendenti in totale a 4mila con un calo causato dalla chiusura dello stabilimento spagnolo del marchio Derbi, la cui produzione è stata integralmente trasferita in Italia, nello stabilimento Aprilia”. “Le scelte strategiche che abbiamo fatto – ha assicurato Colaninno – ci mettono nelle condizioni di poter attendere gli effetti di una ripartenza dei mercati europei, quando si verificherà. Siamo leader nello scooter, con i marchi Piaggio, Vespa e Scarabeo e abbiamo successi internazionali quali la Vespa o un prodotto ‘made in Pontedera’ come il tre ruote Piaggio Mp3. E gli investimenti fatti sui marchi della moto, Aprilia e Moto Guzzi, ci mettono al livello della migliore concorrenza, la più qualificata a livello internazionale”.

 

Gabriele Mori

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