Il cuoio accelera e torna in positivo l’export

Il tasso di crescita dell’export pisano risulta quasi dimezzato rispetto a quello di fine 2015. Questo, nonostante la fase positiva della meccanica, l’accelerazione del cuoio, la crescita dei cicli e motocicli e il ritorno in positivo delle calzature e dei mobili, infatti, le esportazioni hanno mostrato una buona capacità di tenuta. E’ quanto, in sintesi, si rileva dai dati Istat sulle esportazioni della provincia di Pisa diffusi oggi 20 luglio dall’ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa.

Il rallentamento della domanda mondiale con cui si è aperto il 2016, ha portato a una leggera contrazione delle esportazioni italiane (-0,4%, nei primi tre mesi del 2016 rispetto al medesimo periodo del 2015) e a un deciso rallentamento di quelle toscane (+0,9%). In tale contesto spicca, in positivo, il dato della provincia di Pisa (+3,4%).
Sul versante delle importazioni, dopo le pesanti contrazioni subite nella seconda metà del 2015, i primi tre mesi del 2016 segnano per Pisa un +0,2%, grazie alla domanda di prodotti meccanici.

 

Export
Il cuoio, sempre primo settore per valore esportato, torna in territorio positivo (+1,9%) grazie agli incrementi raggiunti in Europa e America, che controbilanciano la crisi delle vendite in Asia. Tra i settori di esportazione, comunque, è la meccanica a giocare la parte del leone: le vendite oltreconfine di macchine di impiego generale (motori, pompe, rubinetti, valvole, apparecchiature fluodinamiche), sono infatti cresciute del 25% fino a sfiorare i 76 milioni di euro nei primi tre mesi del 2016, spiegando da sole i due terzi della crescita dell’export pisano. Ma non tutta la meccanica brilla: le altre macchine per impiego generale (forni, refrigeratori, macchine per sollevamento) perdono ben 18 punti percentuali e anche il comparto delle altre macchine per impieghi speciali (macchine specifiche per l’industria) registra una lieve flessione (-0,6%). Bene anche l’export di cicli e motocicli: un +6,9% ottenuto grazie al balzo delle vendite negli Usa e alla buona crescita nel mercato tedesco. Tornano a crescere, dopo oltre due anni, le calzature (+2,4%) grazie all’ottima performance nel mercato Usa. Forti incrementi anche per il vetro (+36,2%), così come per i mobili che tornano a crescere dopo un lungo periodo di difficoltà (+11,0%). Bene anche il farmaceutico (+57,7%) mentre stabili rimangono le vendite di vino (+0,1%)
Tra i diversi Paesi è la Francia, con un incremento del 17,7%, ad occupare il primo posto come Paese di destinazione delle merci pisane, contribuendo da sola a 2,35 punti percentuali di crescita sui 3,4 complessivi. Al secondo posto, a causa di una flessione del 6,4%, scende la Germania, mentre al terzo troviamo gli Stati Uniti, che grazie alla crescita delle vendite di calzature, macchine di impiego generale e mobili aumentano in valore del 16,1%.

Import
Calano in valore le vendite di prodotti per la concia (-3,7% cuoio greggio e -9,6% quello conciato) mentre aumentano gli acquisti oltreconfine di macchine di impiego generale, che raggiungono i 33 milioni di euro e del comparto delle altre macchine per impieghi speciali indice, forse, di una ripresa degli investimenti. Luci e ombre si riscontrano anche nella domanda di beni di consumo: se da un lato l’import di calzature cede il 12,4%, dall’altro gli articoli di abbigliamento guadagnano oltre 19 punti percentuali.
“I dati sull’export pisano – per il presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini -, se messi a confronto con quelli regionali e nazionali, raccontano di un’economia ancora in grado di farsi valere sui mercati internazionali nonostante il rallentamento della domanda. Tuttavia siamo consapevoli dei rischi che sono dietro l’angolo: il rallentamento della domanda mondiale, la dipendenza da pochi settori così come gli effetti dell’uscita del Regno Unito dalla Ue, che per noi è da sempre nella top ten delle destinazioni. Come Camera di Commercio di Pisa, stiamo lavorando senza sosta per portare all’estero un numero sempre maggiore di imprese operanti in settori diversi. Lo facciamo perché siamo consapevoli che una maggiore differenziazione settoriale ci renderà meno vulnerabili a shock esogeni. Il supporto che forniamo è altamente customizzato, perché ogni azienda è diversa dall’altra, ha le sue esigenze, il suo target e deve essere accompagnata nel percorso. Invito quindi le imprese che volessero intraprendere il cammino dell’internazionalizzazione a mettersi in contatto con i nostri uffici”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.