Il mercato dell’azzardo e le strategie di marketing. La Toscana in prima linea contro la diffusione

Ogni anno muove vagonate di miliardi di euro diverse nazioni nel mondo. Se è nato come un divertimento, oggi è un vero e proprio business. Il gioco d’azzardo si è da anni affermato come un’industria a sé stante, con le sue regole e le sue strategie di marketing. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con una crescita costante che permette di porsi come fondamentale nel settore del divertimento.

In un modo o nell’altro, entrare a contatto con la realtà delle scommesse non è per niente difficile. La pubblicità è diventata sempre più presente, e compare in televisione più o meno a ogni orario. La diffusione non conosce limiti di mezzi, e spazia dai cartelloni lungo le strade agli annunci su internet. Con la consapevolezza che anche il passaparola ha il suo ruolo. Difficile ignorare il mondo delle scommesse se si pensa che ormai prima delle partite e durante l’intervallo è abituale per un’emittente televisiva concedere spazio alla casa di scommesse affiliata per ricordare le quote più interessanti. La strategia dell’industria del gambling è diventata invasiva, forte del riscontro positivo ottenuto nel pubblico.

Uno dei punti su cui insiste maggiormente la propaganda dell’azzardo riferita all’online è il bonus di benvenuto. In effetti internet presenta il grosso vantaggio di concedere agli utenti una piccola somma al loro primo deposito, o in alcuni casi direttamente al momento dell’iscrizione, tramite la formula del bonus senza deposito. Sono sempre di più nel mercato AAMS i casino con bonus senza deposito, la loro idea è attirare una clientela ampia, assicurando l’opportunità di scommettere senza investire. A giudicare dai risultati il sistema funziona, ed è ancora in piedi senza difficoltà. La modalità con cui questo sistema viene portato avanti è però stata messa in discussione in Inghilterra, dove la Cma ha avviato un’inchiesta sugli slogan “illusori”. In effetti la promessa di un bonus senza deposito, in molti casi, non specifica che il denaro ricevuto deve prima essere scommesso per poter permettere al giocatore un prelievo. Alle volte inoltre è richiesto un numero minimo di puntate prima di poter effettuare il primo cash-out, regola ritenuta illegale dall’associazione. Il dibattito non è ancora arrivato in Italia, forse perché sulla questione della pubblicità e del marketing non esiste ancora una consapevolezza così profonda.

Su questo argomento la Toscana conferma di essere una delle regioni con maggiore coscienza della situazione. Il consiglio ha di recente modificato la Legge sulla prevenzione e il contrasto del Gioco d’Azzardo Patologico, prevedendo tra gli altri cambiamenti un giro di vite sulla pubblicità, con il divieto di pubblicizzare l’apertura o l’esercizio di spazi per il gioco. Va sottolineato che l’online e la televisione non sono ancora citati, ma inizia a farsi strada l’idea che contrasto alla ludopatia significa occuparsi della questione mediatica. L’attenzione per il momento rimarrà riposta sul distanziometro e sui corsi di formazione del personale, altre misure comunque rilevanti. Inizia per lo meno a diffondersi la costruzione della cultura del gioco responsabile, o della potenziale pericolosità connessa all’azzardo senza controllo. Per arrivare ad analizzare le strategie di marketing online e la loro legalità ci vorrà ancora del tempo.

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