Crédit Agricole, 150 in mobilità

Le trattative sono andate avanti fino alle prime ore del mattino e devono essere state serrate da quello che trapela tra chi era presente. Alla fine, comunque, i posti di lavoro sembrerebbero stati salvati tutti, almeno stando a quanto è stato messo nero su bianco e firmato dalla delegazione trattante dei sindacalisti degli ex dipendenti di Carismi, della Cassa di Risparmio di Cesena e di quella di Ravenna.

Nell’accordo, si parla di circa 150 mobilità interne al gruppo – europeo – di lavoratori che potranno essere destinati ad altre mansioni, anche inferiori come responsabilità e posizione gerarchica. I sindacati hanno cercato di limitare le mobilità oltre i 90 chilometri, strappando un’indennità di 100 euro lordi al mese e l’abitazione per chi dovrà spostarsi oltre questo limite, per essere ricollocato in altri servizi che verranno fuori dalla razionalizzazione e riorganizzazione del gruppo sulla base delle nuove incorporazioni. Proprio questo, forse, il punto più debole dell’accordo in un’ottica sindacale, ma che comunque è stato rivalutato dell’abitazione (un monolocale) messa a disposizione dalla banca. A San Miniato, per gli ex Carismi, alla fine si parla di circa 50 lavoratori che dovranno imboccare la strada della mobilità interna, in parte rimanendo sul territorio e in parte spostandosi, per andare a ricoprire servizi diversi dagli attuali che il gruppo capitanato da CariParma Credit Agricole ha attivato o sta per attivare. Una ristrutturazione che toccherà tutti gli ambiti della banca.
In prima battuta le mobilità saranno su base volontaria, dopo di che verranno comandate per quanto si può capire dall’accordo sindacale e determinante sarà il criterio dell’anzianità di servizio, si dovrebbe cominciare dai più giovani.
Un accordo nel quale, se i sindacalisti hanno giocato il loro ruolo, sicuramente la parte datoriale sembra aver mantenuto le parole date nelle fasi preliminari, ovvero quello di salvare tutti posti di lavoro mantenendo inoltre i livelli retributivi inalterati.
Da qui al 2019, inoltre, contratti di lavoro di primo e secondo livello verranno tutti adeguati al modello di CariParma, per evitare disparità di trattamento tra dipendenti dello stesso gruppo, mentre sono stati salvati tutti gli accordi a contrattazione individuale stipulati anche dalla precedente gestione degli istituti di credito incorporati come tutte le parti accessorie del contratto. Questione, questa, che non era per niente scontata e su cui la parte datoriale sembra avere dimostrato particolare flessibilità.
Ora molto dipenderà da come tutto questo verrà declinato poi nella pratica, ma intanto a tutt’oggi oltre 2mila posti di lavoro non sono stati messi in discussione.

Gabriele Mori

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