Quale percorso seguire per diventare personal trainer

Quella del personal trainer è una professione sempre più diffusa che non di rado viene scelta anche da chi è laureato. Tuttavia non è indispensabile essere arrivati così lontani nel proprio percorso di formazione per decidere di intraprendere questo percorso: coloro che possono contare solo sul diploma di scuola superiore, infatti, hanno la possibilità di seguire dei corsi di formazione specifici, così da aumentare le probabilità di successo in questo settore.

D’altro canto sono numerosi i contesti in cui ci può essere bisogno di un allenatore personale: non solo nei centri sportivi e nelle palestre, ma anche sulle navi da crociera, negli alberghi di lusso o nelle spa, senza dimenticare la crescente diffusione del fitness all’aperto.

Come si diventa un preparatore atletico

In molte circostanze sono i laureati in scienze motorie che decidono di avvicinarsi a un lavoro di questo tipo. Nel caso in cui si scelga di seguire un percorso diverso da quello universitario, invece, è opportuno selezionare e individuare con la massima attenzione il corso di formazione che si ha in mente di seguire, ovviamente privilegiando quelli riconosciuti dal Coni. Un corso ottimale, oltre al riconoscimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dovrebbe durare non meno di 50 ore e prevedere il rilascio di un attestato di qualifica valido. Si potrebbe fare riferimento, per esempio, al corso personal trainer Roma che viene proposto da Fitness Way, ente ben noto nel settore grazie alla varietà di soluzioni formative che mette a disposizione nel mondo del wellness.

Come si svolge un corso per personal trainer

Le competenze che devono essere trasmesse da un corso per personal trainer devono assicurare le basi che consentano uno svolgimento appropriato di tutti gli esercizi. Tuttavia la vastità di conoscenze richieste è notevole, dal momento che serve anche una formazione relativa alle strategie di marketing, alla comunicazione e agli aspetti commerciali. Per esempio, al giorno d’oggi è impensabile non servirsi dei social network per attirare la clientela e conquistare la sua attenzione.

Quali sono gli sbocchi professionali

Come accennato, sono molteplici i contesti e le strutture in cui può trovare lavoro un personal trainer: se i centri sportivi e le palestre costituiscono i punti di riferimento tradizionali, per i praticanti del cosiddetto outdoor fitness sono i parchi a rappresentare delle location irrinunciabili, magari anche per delle lezioni private. Ma non è tutto, perché gli allenatori personali sono richiesti anche dagli agriturismi, dai villaggi turistici e da tutte quelle strutture ricettive come alberghi o hotel che mettono a disposizione dei propri clienti un servizio di lusso.

Lavorare in proprio

Tra le numerose opportunità di impiego che si possono prendere in considerazione quando si ha in mente di lavorare in qualità di personal trainer c’è anche quella che prevede di aprire uno studio personale: ciò vuol dire lavorare in qualità di liberi professionisti, con tutti i pro e i contro del caso. Da un lato si ha la possibilità di gestire i propri impegni e i propri orari come si vuole e in totale autonomia, senza dover ricevere ordini da chicchessia; dall’altro lato non ci sono ferie né malattie pagate, e in più si è costretti a fare i conti con molteplici incombenze burocratiche e i costi di un commercialista.

Cosa fare prima di diventare personal trainer

Insomma, prima di decidere di intraprendere questa carriera e di scegliere quale strada percorrere è bene riflettere per capire gli aspetti positivi e quelli negativi di una professione che, in molte occasioni, lascia ampi margini di manovra e che, soprattutto, prevede un contatto diretto e costante con le altre persone. Un aspetto che non a tutti potrebbe risultare gradito.

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