Inchiesta antincendio, la denuncia dell’imprenditore Gronchi a Striscia

Il titolare del gruppo Lupi Estintori è stato intervistato da Moreno Morello

Carenze del settore antincendio. Ieri sera (26 dicembre) è andata in onda a Striscia la notizia l’intervista al noto imprenditore montopolese Giacomo Gronchi, titolare del gruppo Lupi Estintori di Pontedera nonché delegato per il centro Italia della Uman di Confindustria. Un intervento che si inserisce nell’inchiesta che la trasmissione televisiva porta avanti per denunciare l’assoluta mancanza di controlli e sistemi di certificazione per gli operatori del settore antincendio, con aziende abituate a eseguire manutenzioni carenti e spesso lacunose se non addirittura falsate. Un quadro poco rassicurante dove certificarsi resta una scelta volontaria, mentre chiunque può decidere d’improvvisarsi da un giorno all’altro come manutentore antincendio, magari proponendo tariffe fuori mercato che spesso vincono appalti e commesse nel settore pubblico.

Affiancato dal responsabile nazionale Daniele Malnati, Giacomo Gronchi è stato intervistato da Moreno Morello per affrontare temi sui quali la Uman Confindustria si batte da anni, e che adesso grazie all’inchiesta hanno trovato una cassa di risonanza che difficilmente potrà essere ignorata. “Oltre alle false revisioni, che esistono purtroppo in tanti altri settori – afferma Gronchi – il servizio ha messo in evidenza sia la mancanza di controlli sia l’assenza di un albo professionale che certifichi gli operatori del settore”.

Una carenza alla quale l’associazione di categoria ha cercato di ovviare dal 2013, istituendo un protocollo di controllo per le aziende, affidato ad un ente certificatore, nonché una sorta di patentino che garantisca l’adeguata formazione di chi è chiamato a controllare estintori e altri sistemi antincendio. “Si tratta tuttavia di una certificazione volontaria – precisa Gronchi -. È la singola azienda che spontaneamente può decidere di mettersi a nudo e far controllare come lavora, certificando così il proprio processo e offrendo una garanzia in più al cliente. In buona parte, però, il nostro settore è lasciato ancora all’improvvisazione, con lo Stato che si comporta talvolta come il barone in cerca di braccianti a basso costo”.

È il problema degli appalti con la logica del massimo ribasso, utilizzata anche per la manutenzione dei sistemi antincendio, dove le commesse vanno spesso ad aziende non certificate in grado di offrire prezzi fuori mercato. “Con la mia azienda abbiamo rinunciato a partecipare a certi bandi – riprende Gronchi – perché a quelle cifre non è possibile offrire un servizio all’altezza. Se qualcuno ci rientra è perché lo fa a discapito dei risultati e degli standard qualitativi”. Ci sono ovviamente, anche fra gli enti locali, amministrazioni virtuose che scelgono di mettere al primo punto la sicurezza, ma anche in questo caso si tratta di scelte volontarie che attengono alla serietà e alla sensibilità dei singoli. Da qui la richiesta al governo di intervenire una volta per tutte.

“Siamo convinti che anche in questo campo il futuro stia nella qualità del servizio offerto – aggiunge Gronchi, che nel solo 2019 ha portato nel gruppo Lupi 16 nuove assunzioni -. Il pubblico deve capire che la logica del massimo ribasso non può essere l’unico criterio, nel nostro con in tanti altri settori. Illudersi di spendere meno, spesso, significa semplicemente buttar via i soldi dei cittadini”.

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