Sindacati, domenica sciopero dei lavoratori del commercio

Protesta contro la mancata riduzione degli orari di lavoro durante l'emergenza coronavirus

Scioperano per l’intera giornata di domenica i lavoratori del commercio. Lo stop è stato indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

“Molte aziende del settore – dicono i segretari generali Stefano Nicoli (Filcams Cgil Toscana), Carlo Di Paola (Fisascat Cisl Toscana) e Marco Conficconi (Uiltucs Toscana) – non hanno preso in considerazione le richieste del sindacato, sia a livello nazionale che regionale, di ridurre, in questa fase, le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria”.

“Queste nostre richieste – proseguono i sindacati – hanno avuto nel corso della scorsa settimana, una parziale risposta da parte di alcune aziende, che hanno deciso ridurre le loro fasce di apertura e per la domenica di chiudere alle 15. Resta inteso che rimane centrale il problema di in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio. Le nostre richieste continuano a ricercare soluzione e proposte volte alla salvaguardia dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, ancora troppo spesso in condizioni di sicurezza precaria, dovute in parte alle negligenze aziendali e in parte all’eccessivo ricorso alla spesa giornaliera”.

“Le lavoratrici ed i lavoratori del terziario/commercio e della cooperazione – dice ancora la nora – hanno garantito in questa fase un servizio fondamentale e lo continueranno a fare, ma è necessario garantire anche a loro il dovuto recupero psico fisico.  Per questo continuiamo a chiedere che ci sia un equiparazione degli orari commerciali e delle chiusure dei punti vendita, in modo tale da garantire ad aziende, clienti e lavoratori un trattamento univoco”.

“In questa momento è sempre più necessario trasmettere il messaggio ‘io resto a casa’ – dicono ancora i sindacati – ed è per questo che bisogna che le persone capiscano che la spesa si può fare una volta a settimana, che uscire di casa senza una reale necessità mette tutti in pericolo. Perché nessuno si salva da solo. Per questi motivi, ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno, dichiariamo lo sciopero per domenica 29 marzo. Le modalità dello sciopero sono a disposizione delle singole strutture sindacali territoriali“.

“Chiediamo anche alle istituzioni regionalmente competenti – prosegue la nota – di fare la propria parte intervenendo in modo deciso ed orientato a sensibilizzare le aziende nell’uniformare gli orari di apertura al pubblico e le giornate di chiusura alla vendita, per tutte le realtà alimentari di media e grande superficie, presenti in Toscana”.

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