Confcooperative Toscana: “No alla norma che considera il contagio Covid come infortunio sul lavoro”

L'associazione: “Si faccia definitivamente chiarezza aiutando la ripartenza di tutte le imprese”

Cambiare la norma che attribuisce la responsabilità penale e civile per il contagio covid 19 al datore di lavoro. È l’appello di Confcooperative Toscana per aiutare il sistema produttivo a non affondare.

“La Toscana delle cooperative, quella che non si abbatte, ha fatto e farà di tutto per ripartire, fino ad offrire alle sue associate gli strumenti del Piano strategico nazionale lanciato da Confcooperative per gli oltre 500mila lavoratori, validato da un comitato tecnico scientifico, una app realizzata in house che tutela la salute e la privacy, 100mila test sierologici solo per iniziare, dispositivi di protezione e, ovviamente, l’invito al buon senso, alla responsabilità e al coraggio – afferma Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana – Ma questo coraggio va aiutato cambiando la norma che attribuisce la responsabilità penale e civile da contagio Covid-19 a carico del datore di lavoro. È l’appello ai nostri rappresentanti politici nazionali eletti in Toscana, perché si adoperino per contribuire a questo risultato, raccogliendo il grido d’allarme del mondo economico toscano”.

Oltre al timore del contagio e ai rischi per la salute pubblica, le cooperative, come tutte le imprese, devono affrontare le difficoltà a rimanere in mercati rivoluzionati da prospettive poco chiare, la scarsa liquidità (gestita spesso accrescendo l’esposizione debitoria in un contesto di importanti crediti da riscuotere dalle pubblica amministrazione e ora anche da privati), un aumento esponenziale della responsabilità verso soci, dipendenti, utenti e clienti, le acrobazie per districarsi tra provvedimenti a volte in contrasto tra di loro, la ricerca di Dpi, introvabili o a prezzi stellari. “Senza mai dimenticare la nostra finalità di imprese che mirano anche alla tenuta occupazionale oggi davvero difficile da difendere, preziosa non solo per i nostri soci e lavoratori (il sistema cooperativo toscano conta quasi 80mila addetti) ma anche per le nostre comunità e la nostra regione”.

“L’articolo 42 del decreto legge Cura Italia – dice Confcooperative – che ha stabilito che il contagio da coronavirus, se si verifica in occasione lavorativa, venga trattato dall’Inail infortunio (con relativa responsabilità del datore di lavoro), si aggiunge alla corsa ad ostacoli per la ripresa, scoraggiando ulteriormente le imprese e chi le guida. I chiarimenti che iniziano ad arrivare sia dal governo che dall’Inail, finalizzati a circoscriverne la portata, non sono ancora sufficienti. Per questo, tra le richieste delle cooperative toscane alle istituzioni, c’è quella dell’emanazione di una norma che faccia definitivamente chiarezza aiutando la ripartenza di tutte le imprese”.

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