Tramandare conoscenze e fare Gruppo: il segreto dei Giovani conciatori foto

Pronti a riprendere le attività

Il Distretto del cuoio riparte anche dal Gruppo Giovani conciatori, circa 15 imprenditori di aziende conciarie dell’intero territorio pronti a riprendere le loro attività, compresi nuovi percorsi formativi in programma per le prossime settimane.

“Difficoltà e imprevisti connessi al covid hanno riguardato tutte le attività del distretto – spiega Serena Brillanti, coordinatrice del Gruppo Giovani, classe 1993, da circa 5 anni impegnata a seguire i processi produttivi dell’azienda di famiglia, la conceria Rinaldi di Fucecchio – rendendo quest’anno sin qui davvero difficile. Da parte dei conciatori non è comunque mai mancato l’impegno a mettercela tutta, anche durante la fase più buia. Questo impegno continua ora che sembra finalmente possibile riavviarsi ad una programmazione meno caotica, sia nelle attività delle singole aziende che in quelle condivise, tra cui le iniziative del Gruppo Giovani”.

Attività che sono “utili a farci vivere in modo diretto le dinamiche complessive del distretto e dell’intero comparto. Abbiamo seguito sia corsi sul processo conciario e sulla calzatura, che corsi di leadership e coaching focalizzati sulla gestione dei rapporti in azienda. Tante sono state anche le visite svolte, come quella all’evento di Ecomondo o ad aziende della filiera, in diverse Regioni italiane. Partecipiamo a seminari di interesse per il settore e ci incontriamo periodicamente per poterci confrontare sulle problematiche comuni e per avere un’idea dell’andamento lavorativo del distretto”.

Ma l’apporto dei giovani nelle aziende conciarie è lo stesso che nelle altre tipologie di organizzazione, di ogni genere: “In ogni azienda del distretto vengono tramandati di generazione in generazione i propri ‘segreti’ per mantenere viva la tradizione conciaria. Dal confronto tra generazioni diverse nasce uno scambio che rappresenta il vero e proprio cuore dell’azienda. In molte concerie ci sono nipoti che lavorano al fianco dei nonni e questa è una meravigliosa ricchezza”.

E fare gruppo, l’Associazione Conciatori lo sa, è un’altra ricchezza. “Ogni giovane imprenditore conciario dovrebbe entrare a fare parte del Gruppo perché avere la possibilità di potersi confrontare con persone che vivono realtà simili alle proprie, se pur in aziende diverse, è una fortuna e una risorsa che va colta e che può accrescere il bagaglio personale di ognuno di noi”.

Serena ha iniziato a lavorare in conceria “in un momento di svolta per la conceria di famiglia. E’ in quel periodo che l’azienda, sentendo il bisogno di rinnovamento e sfruttando la 4.0, ha cominciato ad  investire per arrivare ,ad oggi, ad avere un ciclo produttivo completamente automatizzato. Io da subito ho seguito questo nuovo progetto”.

 

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