Fondi regionali alla sanità privata, Fp Cgil: “Ora non ci sono più scuse per non applicare il contratto nazionale”

Il sindacato: "Riteniamo che ci siano tutte le condizioni per chiudere questa annosa vertenza nell’interesse dei lavoratori coinvolti"

“La Regione Toscana aveva recentemente emesso un’ordinanza per acquistare, con la corresponsione di un equo indennizzo o attraverso la stipula di contratti, posti letto per persone positive al Covid-19 nelle strutture della sanità privata, ma per i datori di lavoro questo non bastava ancora“. Sollega il livello dello scontro la Fp Cgil di Firenze all’indomani dell’annuncio dei fondi regionali destinati alla sanità privata..

“Apprendiamo che la giunta regionale Toscana ha deliberato la copertura del 50 per cento dei costi derivanti dagli incrementi contrattuali per il personale dipendente della sanità privata convenzionata con le aziende sanitarie toscane, ultimo passaggio previsto dall’intervento che ministero della salute e della conferenza Stato-Regioni hanno sostenuto per arrivare alla firma del contratto nazionale dopo anni di mobilitazione sindacali, scioperi, presìdi e manifestazioni. Ora non ci sono più scuse – afferma Cgil – da parte dei datori per non applicare in pieno il contratto nazionale alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata, che il Sistema sanitario regionale pubblico chiama a fronteggiare nella lotta all’emergenza sanitaria”.

Non è possibile – prosegue la nota – continuare a mettere il profitto privato davanti al valore delle professionalità e al servizio pubblico che queste lavoratrici e lavoratori contribuiscono a erogare, sostenuti da risorse pubbliche. Lavoratrici e lavoratori che già dalla retribuzione di ottobre avrebbero dovuto vedersi riconosciuti aumenti e progressioni, applicando un contratto che restituisce dignità riequilibrando i diritti, le tutele e i salari, portandoli al livello dei colleghi della sanità pubblica. Nelle ultime settimane abbiamo inviato diffide alla maggior parte delle strutture del territorio metropolitano che non avevano ancora applicato pienamente il contratto nazionale, non riconoscendo tutti gli istituti contrattuali (economici e normativi) né gli avanzamenti dovuti”.

“Un ulteriore rifiuto da parte delle associazioni datoriali – conclude il sindacato – visto l’impegno economico della Regione Toscana, porterà alla nostra richiesta di revoca degli accreditamenti e delle convenzioni, alla ripresa della mobilitazione sindacale e delle vertenze in tribunale per il rispetto del contratto sottoscritto. Così come nel caso in cui qualcuno tentasse di disdettare il contratto, passando a contratti pirata, non solo non riconoscendo l’avanzamento ma addirittura arretrando su diritti e salari riconosciuti. Riteniamo che ci siano tutte le condizioni per chiudere questa annosa vertenza nell’interesse dei lavoratori coinvolti (un migliaio circa tra Firenze e provincia) ma anche della collettività tutta“.

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