Il colpo di coda dell’inverno brucia il 50 per cento della produzione ortofrutticola Toscana

Le gelate di questi giorni hanno messo in ginocchio il settore, è allarme da Coldiretti Toscana, che chiede lo stato di calamità

Crollo del settore ortofrutticolo in Toscana a causa del gelo, che ha colpito duramente le produzioni in molti territori, che risultano praticamente dimezzate, dalle albicocche alle pesche, dai carciofi, alle fave e i piselli, fino a pesanti danni sui vigneti. E’ quello che emerge dal monitoraggio di Coldiretti Toscana, sugli effetti dell’ondata di freddo gelido che sta mettendo a repentaglio i raccolti di frutta, uva e ortaggi in tutte le province della Toscana, per cui si sta procedendo alla richiesta di stato di calamità naturale.

“Una situazione drammatica per molte imprese agricole che – precisa la Coldiretti regionalehanno visto perdere in una giornata il lavoro di un intero anno. Ortaggi compromessi, alberi di frutta in fiore gelati, ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne con photinie, evonimi, allori ed altre piante che in Toscana avevano già vegetato vedono compromessa la loro bellezza (e vendibilità) a causa delle basse temperature che danneggiano le loro foglie”.

Se per proteggere i raccolti sono stati addirittura accesi in Valdicornia i falò notturni per riscaldare i vigneti, Coldiretti Toscana denuncia un scenario compromesso a Grossetto, danni ingenti sui vigneti a Siena, a Massa Carrara, Pisa e Livorno, sono a rischio le orticole, ad Arezzo il gelo ha colpito frutteti e vigneti, mentre nell’agro di Pistoia la perdita risulta superiore al 50 per cento anche delle piante ornamentali e degli ortaggi, con pomodori, piselli, fave e carciofi bruciati dalla gelata memorabile.

“Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico con effetti sulle produzioni – denuncia Coldiretti Toscana – dove oltre a frutta e verdura a rischio, fuori dal riposo invernale, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo”.
“Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti regionale – oltre 2 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola in Toscana e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

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