Quantcast

Possono aprire ma abbassano le saracinesche per solidarietà ai negozi chiusi per la zona rossa foto

Iniziativa di protesta del Centro commerciale naturale di San Romano proprio nel giorno del mercato settimanale di piazza della Costituzione

Potrebbero stare aperti anche in zona rossa ma per un giorno resteranno chiusi. Niente clienti e niente incassi, proprio in contemporanea col mercato settimanale, per mandare un messaggio di solidarietà e di vicinanza, ma anche per dare un segnale diretto alle istituzioni.

È la singolare iniziativa messa in campo dai commercianti di San Romano per esprimere la propria solidarietà agli amici e colleghi meno fortunati, titolari di attività che le norme anti contagio hanno bollato come “non essenziali”. Proprio oggi (14 aprile), nel giorno del mercato settimanale in piazza della Costituzione, molte delle attività del paese resteranno con le serrande abbassate per condividere tutti insieme, almeno per un giorno, quella che gli esercenti considerano un’ingiustizia e un danno pesantissimo per l’economia del comprensorio del Cuoio.

Un territorio rimasto in zona rossa, a dispetto di tutti i territori confinanti che invece sono passati in arancione, andando così ad allungare ulteriormente la chiusura forzata di parrucchieri, estetiste e negozi di abbigliamento, che si vedono beffati della contemporanea apertura di attività analoghe in tanti Comuni vicini. Da qui la protesta, condivisa da tutti i centri commerciali naturali del Valdarno Inferiore che hanno chiesto un tavolo di confronto urgente al governatore Eugenio Giani.

Protesta a cui San Romano ha voluto aggiungere una sorta di “sciopero”, per dare un segno di vicinanza a chi da cinque settimane è costretto a restare chiuso. Un’idea lanciata da Antonio Storti della tabaccheria Tabac Art, che in pochi giorni ha raccolto l’adesione di gran parte degli esercenti di San Romano. “A un certo punto mi sono sentito in difficoltà – racconta Storti – perché io attualmente sto lavorando e in quest’anno ho sempre lavorato, ma attorno a me vivo la difficoltà di tanti amici che non ce la fanno più. Così è nata l’idea di un gesto di solidarietà, per rendermi partecipe del disagio e della frustrazione di chi non può lavorare”. Uno sciopero spontaneo a cui aderiranno almeno una dozzina di negozi, soprattutto quelli lungo la Tosco Romagnola: dai negozi di alimentari fino a quelli di agraria, passando per lavanderie e fiorai.

“Nel nostro paese ci sono imprenditori che hanno investito e che da un anno di fatto non possono lavorare – dice il presidente del Centro commerciale naturale di San Romano Bernardo Carannante -. Ci sono parrucchieri ed estetiste che non fanno fatturato da almeno sette mesi e che adesso rischiano pure di perdere clienti, perché tanti si rivolgono alle attività dei Comuni vicini. Tutto questo senza che le chiusure servano davvero a contenere il virus, perché i contagi sono aumentati anche con i negozi chiusi. Anzi, addirittura proprio queste attività sono forse quelle dove è più difficile contagiarsi, perché di solito lavorano su appuntamento e perché sono dotate di tutti i dispositivi di protezione”.

Per questi motivi, anziché stare in negozio, i commercianti che hanno aderito all’iniziativa hanno deciso di ritrovarsi davanti la chiesa per una sorta di flash mob statico e rigorosamente a distanza. “È un modo per mandare un segnale di solidarietà – aggiunge Carannante – ma anche per dare all’amministrazione comunale un messaggio da portare al governatore Giani”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.