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Covid e crisi, Confartigianato Toscana: “L’economia toscana avrà più difficoltà a recuperare rispetto alle altre Regioni”

Il presidente Giusti: “I dati Irpet sono preoccupanti"

“Sono preoccupanti i dati sull’economia della nostra regione diffusi dall’Irpet, l’Istituto regionale programmazione economica della Toscana, e presentati oggi (28 aprile).

Lo afferma Luca Giusti, presidente di Confartigianato Imprese

“I dati – spiega – mostrano una Toscana in grande sofferenza, dibattuta tra tante incertezze e in un clima di generale apprensione per il futuro, sia delle imprese che delle famiglie. I dati ci dicono poi che la nostra Regione non sarà fra le prime a recuperare. Il Pil toscano atteso per il 2021 è al 3% contro il 4,2% delle Regioni del Centro Nord“.

Da qui l’appello di Giusti alla Regione a cambiare passo e a recuperare il tempo perduto su scelte di fondo che impattano direttamente con la sostenibilità e la competitività del nostro sistema imprenditoriale (rifiuti, trasporti, innovazione, formazione, credito e  sburocratizzazione).

“Gli effetti della crisi sanitaria ed economica– aggiunge il presidente di Confartigianato Toscana- sono molto gravi in alcuni importanti comparti manifatturieri toscani come il tessile – moda, il turismo, i servizi. Le imprese più vulnerabili sono quelle più piccole, che non si rivolgono ai mercati internazionali e a più bassa produttività. Nel 2021 il 32% dei piccoli imprenditori è da considerare a rischio sopravvivenza. Grande è la preoccupazione per la tenuta dell’occupazione, in particolare di quella femminile e giovanile, quando verrà meno il blocco dei licenziamenti. Emerge il progressivo impoverimento di tante famiglie”.

Per Luca Giusti è però importante non generalizzare: “Siamo in una dinamica economica senza precedenti e di durata incerta. Se vogliamo salvaguardare la tenuta sociale ed economica della nostra Regione avremo bisogno di aiutare a salvarsi più imprese possibile, salvaguardando l’occupazione che generano. Vi sono grandi aspettative per l’arrivo delle risorse del Recovery Plan – sottolinea – che dovranno essere utilizzate e spese al meglio con grande senso di responsabilità da parte di tutti. Vi è la consapevolezza però che non saranno comunque sufficienti a compensare il disastro economico provocato dalla pandemia”.

“Per le imprese – conclude –  resta la necessità di misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e di semplificazione degli adempimenti burocratici.  Le imprese devono poter contare su nuovi contributi a fondo perduto e misure per coprire le spese fisse superando i criteri che hanno regolamentato i ristori fino ad ora. Sono necessarie nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e la proroga per tutto il 2021 di quelle in essere”.

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