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Le motivazioni nel contesto della sicurezza sul lavoro

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Capire l’importanza della sicurezza sul lavoro vuol dire anche interrogarsi sulle motivazioni che devono portare a gestire questo aspetto. Un concetto importante è, senza dubbio, quello di cultura aziendale della sicurezza, in ogni impresa: e qualunque contesto di lavoro non è altro che una forma di relazione specifica. Ciò vuol dire che tutte le imprese sono caratterizzate da una particolare modalità di percezione collettiva dei principi e dei valori che prendono forma nelle attività quotidiane. Il risultato è condiviso e in costante evoluzione, con una certa coerenza che va al di là delle singole visioni personali.

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Il quadro normativo di riferimento

In termini di salute e sicurezza sul posto di lavoro, il testo normativo di riferimento è rappresentato dal D.Lgs. n. 81 del 2008. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo in evidenza in più circostanze che l’interesse economico deve essere sempre secondario rispetto alla salute dei lavoratori: affinché questo principio si possa tramutare in realtà, non si può prescindere dal rispetto delle prescrizioni. La valutazione dei rischi è uno step inevitabile da questo punto di vista. Più in generale, comunque, tutte le azioni che vengono eseguite in ambito aziendale seguono una certa logica, che non è detto possa essere sempre chiara a chi lavora.

Le motivazioni etiche

La sicurezza sul lavoro si basa, tra l’altro, su motivazioni etiche, e quindi su ragioni nobili e in un certo senso rassicuranti. Il singolo valore morale aderisce al valore etico che riguarda tutta la collettività: la prevenzione degli incidenti sul lavoro e, quindi, degli infortuni. Nel caso in cui si manifesti e venga vissuta in maniera sincera, tale motivazione offre numerosi benefici, anche perché fa sì che il soggetto possa aderire realmente alle iniziative di sicurezza. Si tratta, ad ogni modo, di un’affermazione che si caratterizza per una elevata esigibilità sociale. Insomma, se l’affermazione di principio è condivisa più o meno da tutti, e a tutti livelli, non è detto che poi all’atto pratico ci si adegui agli intenti ideali con la necessaria convinzione.

Le ragioni legali

Un altro motivo per il quale ci si dedica alla sicurezza sul lavoro è di tipo legale: una ragione molto prosaica e concreta, ma non per questo da disprezzare o da sottovalutare. Tutti gli individui, infatti, vivono e agiscono in un contesto in cui sono presenti dei vincoli giuridici: e spesso sono numerosi gli obblighi in tal senso. Esistono dei comportamenti che devono essere imposti e altri che, invece, vanno censurati: e per questo motivo c’è bisogno di una codifica collettiva e pubblica. È già un valore rispettare tali obblighi, al di là del fatto che essi possano essere correlati a sanzioni più o meno pesanti: sanzioni che sono ben note quando si parla di sicurezza sul lavoro.

Le sanzioni

Quando un comportamento viene punito con una sanzione di natura penale il modo in cui esso viene percepito è diverso rispetto a ciò che avviene per i comportamenti che presuppongono una sanzione solo amministrativa. In molti casi, dunque, si presta attenzione alla sicurezza sul lavoro unicamente perché si è consapevoli del fatto che un mancato adempimento esporrebbe al rischio di una sanzione. Si concretizza un elemento di funzionamento coercitivo, a livello statale e a livello aziendale. Non è un caso che le organizzazioni multinazionali prevedano un articolato sistema di comando e di controllo che si basa su sanzioni interne, rating, audit e procedure. Il fatto è, però, che il timore di incorrere in sanzioni si traduce in un rispetto solo formale delle prescrizioni: di conseguenza, non si fa prevenzione sul serio, in quanto ci si limita al minimo indispensabile. Anche perché la sicurezza sul lavoro è dispendiosa, e presuppone dei costi notevoli da affrontare, tanto per la formazione quanto per l’acquisto di attrezzature e dispositivi.

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