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FiPiLi, Assotir: “Altro che pedaggi, chiediamo funzionalità e sicurezza”

L'associazione dopo la protesta con i tir lumaca: "Far pagare la tratta servirebbe solo a aggravare le già difficili condizioni di lavoro di chi viaggia per svolgere un servizio all’industria e al commercio"

FiPiLi, altro che pedaggi. Le urgenze sono sicurezza e agibilità. Anche ieri è stata una giornata dove si sono accumulate file interminabili soprattutto nel tratto fiorentino, a causa dei lavori già programmati ed aggravati dagli ultimi eventi franosi nel tratto interessato dai lavori”.

Così scrive in una nota Assotir di Pisa-Lucca e Massa, l’associazione che raccoglie le imprese di autotrasporto, protagonista della manifestazione a fine maggio dei tir lumaca proprio sulla FiPiLi. Assotir ha infatti ingaggiato una battaglia su vari fronti con le istituzioni locali, per rendere più sostenibile la professione del trasporto merci, riassumibili in tre punti: un tavolo regionale per l’agibilità e la legalità nell’autotrasporto, un progetto per l’avvio alla professione di autista che si stima possa interessare almeno un migliaio di lavoratori, un altro tavolo per le numerose criticità delle infrastrutture e nella viabilità.

“La nostra professione – ha commentato il presidente di Assotir di Pisa-Lucca e Massa, Giovanni Capecchi – ha continuato a servire il paese per tutto questo periodo di pandemia senza un minimo di pause nè, purtroppo di riconoscimenti: anzi pare quasi che se le strade di logorano, la colpa sia solo dei mezzi pesanti. Scordandosi che una infrastruttura deve essere progettata per servire al paese, viabilità per i mezzi pesanti compresa, e non viceversa”.

Tornando alle emergenze di questi giorni, aggravate dalla nuova e più pesante chiusura ai mezzi pesanti nel tratto fra Empoli e Ginestra con conseguente aggravio della circostante viabilità ordinaria e sugli agglomerati urbani.

“Eterni cantieri senza che si vedano al lavoro operai per settimane – prosegue – interruzione di careggiate fra Ginestra e Scandicci che generano code in direzione Firenze, già dalle prime ore del mattino. Ed ancora restringimenti di carreggiata per lavori di manutenzione senza che, almeno in alcuni casi, si vedano persone al lavoro. Oggi si registrano già code nei tratti tra Lastra a Signa e Ginestra e tra Empoli e Ginestra per i lavori. Senza contare le file che si creano in caso di incidente, come ieri nel tratto fra Navaccho e Pisa in direzione Firenze, con una coda di diversi chilometri. Disagi, che pesano per tutti, ma ancora più critiche poi sono le ulteriori restrizioni per i mezzi pesanti che paiono sempre la causa di tutti mali e quindi penalizzarli appare come la soluzione ad ogni problema, come anche ieri ed oggi è accaduto fra Empoli e Firenze in vari tratti. Tutti casi in cui le uniche certezze sono le lungaggini, le predite di tempo e lo stress che si accumula per non poter prevedere i tempi di percorrenza”.

“Eppure – si legge nella nota – ogni volta che la nostra categoria (peraltro non l’unica perché su stanno mobilitando anche i pendolari – vedi gruppo ‘i dannati della FiPiLi’) lancia l’allarme sul tema sicurezze e sul tema agibilità entrambi temi prioritari, c’è qualcuno che rilancia con la mera idea dei pedaggi e magari solo per i mezzi pesanti: una cosa che serve solo a aggravare le già difficili condizioni di lavoro di chi viaggia per svolgere un servizio all’industria e al commercio. Ogni difficoltà per il trasporto quindi penalizza l’intero apparato produttivo della Regione. Senza contare che a seconda del tipo di balzello ci potrebbero anche essere ulteriori penalizzazioni rispetto ai vettori che provengono da fuori Regione. Ogni decisione che riguarda la viabilità, riteniamo che debba passare da un confronto con la nostra categoria e sicuramente Assotir è sempre ben disponibile a sedersi al tavolo e avanzare proposte e soluzioni che tengono conto di tutte le esigenze in campo: a partire ad esempio dalla idea di una società apposita per le manutenzioni stradali, che forse potrà avere una maggiore snellezza e capacità di intervento e comunque non solo l’idea di far cassa”.

 

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