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“No allo stop ai tir in FiPiLi”, Cna Fita e Confartigianato Trasporti alzano la voce

I presidenti Santoni e Tegas: "Non è un danno solo alle imprese del settore autotrasporto ma a tutto l’indotto industriale"

“Siamo pronti a farci sentire con ogni mezzo a nostra disposizione”. Sono categorici i vertici di Cna Fita Toscana e Confartigianato Trasporti Toscana nell’opporsi alla chiusura ai mezzi pesanti della FiPiLi palesata nelle ultime settimane dal governatore Giani.

“Siamo profondamente delusi dalla mancanza di obiettività della politica, che si ostina a non riconoscere il settore per quello che realmente è: nevralgico per tutta l’economia nazionale e regionale, che permette la sopravvivenza economica degli insediamenti produttivi – dichiarano il presidente Cna Fita Toscana Michele Santoni e il presidente di Confartigianato trasporti Toscana Roberto Tegas – Le nostre aziende percorrono la Fi-Pi-Li in quanto è la principale arteria per raggiungere i poli commerciali, non per piacere. Senza le nostre imprese, poiché le aziende non fanno più magazzino, le merci ed i beni di consumo non arriverebbero da nessuna parte e a risentirne sarebbe l’intera economia della regione”.

“Quella di chiudere la superstrada ai soli mezzi pesanti, dunque, è una scelta priva di alcuna logicità – prosegue la nota congiunta –  Al contrario, continuano ad essere postulate misure basate sull’ormai radicato pregiudizio che addita i mezzi pesanti come dannosi alle infrastrutture e principali colpevoli dei disagi al traffico e agli automobilisti. Ciò, nonostante ci siano chiare evidenze numeriche che scagionano suddetti mezzi in tal senso. Perché, dunque, ci si ostina ad ostracizzarli? Si sta cercando in tutti i modi di interloquire con le amministrazioni ma, al momento, sembra che tali possibilità si stiano esaurendo. Poiché alzare la voce sembra non essere sufficiente, le associazioni sono pronte a fare il passo successivo”.

“Se le amministrazioni vogliono andare allo scontro diretto, non resteranno inermi ma faremo tutto ciò che è nelle nostre disponibilità per manifestare il dissenso, dai cortei alle manifestazioni – afferma il presidente Fita Cna Toscana Michele Santoni – Perché devono essere solo determinate aziende a far fronte a delle carenze che sono insite da sempre nella natura della FiPiLi?”

“È un attacco a tutto al mondo dell’aziende – conclude il presidente di Confartigianato Trasporti Toscana Roberto Tegas – La chiusura della FiPiLi non è un danno solo alle imprese del settore autotrasporto ma a tutto l’indotto industriale, commerciale, artigianale e sociale della Toscana. È inaccettabile che la categoria non sia stata nemmeno coinvolta per un confronto su una tematica così vitale. Si aggiunga che i conducenti dei camion, costretti ad usare viabilità alternative in quanto le vie principali versano in condizioni vergognose oppure sono chiuse alla circolazione, devono anche far fronte alla prassi delle amministrazioni, soprattutto comunali, di limitare la loro circolazione. Alle dichiarazioni fatte dal governatore Giani, infatti, si aggiungono anche quelle della sindaca di Lastra a Signa e delegata alla viabilità di zona dellacCittà metropolitana di Firenze, Angela Bagni, la quale ha dichiarato che in settimana, in occasione della chiusura della superstrada, firmerà un’ordinanza per interdire il passaggio dei mezzi sopra alle 18 tonnellate nel territorio del Comune di Lastra a Signa. Sorgono le seguenti domande: perché quel tonnellaggio specifico? e perché i bus non sono inclusi in tale divieto?”.-

“Sembra che si stiano prendendo decisioni senza considerare il loro risvolto economico – conclude la nota – colpendo una categoria erroneamente colpevolizzata di causare tutti i mali del traffico ma che al contrario è vitale per il tessuto economico regionale. Ciò non è più tollerabile, Cna Fita Toscana e Confartigianato Trasporti sono pronte a prendere in mano la situazione e a scendere in campo”.

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