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Carrefour, Uiltucs: “1.800 esuberi”. L’azienda: nessun posto a rischio

La multinazionale ha presentato un piano di trasformazione dei punti vendita

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I sindacati parlano di ben 1.800 esuberi e della cessione di 100 punti vendita, Carrefour invece parla di un piano di potenziamento. E’ la stessa azienda a precisare dopo che Uiltucs, a margine del tavolo con i sindacati ha snocciolato numeri che Carrefour disconosce.

Si tratta – spiega Carrefour – di un piano di trasformazione finalizzato a rafforzarne la crescita, consolidando il modello in franchising sulla rete di vendita, migliorando la competitività degli ipermercati e supermercati diretti e snellendo la sua organizzazione interna, con l’obiettivo di concentrarsi sulle attività al servizio dei punti vendita.

“Con questo piano – si spiega in una nota dell’azienda – Carrefour conferma la volontà dell’azienda di investire nel Paese con l’obiettivo di tornare alla profittabilità e ad una crescita duratura. Tale piano si rende necessario in risposta ai cambiamenti strutturali in atto nel contesto del retail, tra cui l’evoluzione del mercato verso il digitale e l’automazione dei processi e come conseguenza dell’impatto della pandemia da Covid19 sullo scenario dei consumi nel paese.

Il nuovo piano di trasformazione di Carrefour Italia si fonda su tre principali direttrici: in primo luogo, il consolidamento della leadership in Italia nel franchising, come strumento per promuovere la crescita della rete e il rafforzamento del marchio Carrefour in tutta Italia. Il piano prevede una rapida espansione e la trasformazione di punti vendita localizzati in diverse regioni da diretti a franchising.

 “L’espansione della rete franchising creerà nuove opportunità di impiego – si sostiene – e il passaggio dei punti vendita da diretti a franchising non avrà alcun impatto occupazionale per i dipendenti trasferiti”.

 

Il modello di franchising sviluppato da Carrefour in Italia ha già una storia di successo comprovata: solo nel 2021, oltre 34 lavoratori sono passati da dipendenti a imprenditori. Questo numero salirà a oltre 50 entro la fine del 2021. Entro il primo trimestre del 2022, altri 25 lavoratori subentreranno come franchisee. Nell’ambito di questa strategia, Carrefour Italia investirà fortemente in nuovi servizi, tra cui la consulenza e la formazione, per gli imprenditori Carrefour.

In secondo luogo, il miglioramento della competitività di ipermercati e supermercati, grazie all’adeguamento dei concept e degli assortimenti dei negozi, la semplificazione dei processi interni e l’ottimizzazione della produttività. In terzo luogo, la rifocalizzazione del modello organizzativo aziendale sui punti vendita e sul cliente, grazie ad una maggiore semplificazione dei processi, alla digitalizzazione e ad un’organizzazione più snella della sede centrale.

“Per rendere sostenibile il progetto di trasformazione per il rilancio di Carrefour in Italia, l’azienda prevede, nell’ambito del confronto con le organizzazioni sindacali, l’attivazione di un piano sociale esclusivamente su base volontaria, che potrà prevedere interventi di formazione e riqualificazione del personale per favorirne il ricollocamento interno ed esterno – si spiega -, programmi di sostegno all’imprenditorialità e incentivi all’esodo. L’impatto sull’impiego è stimato in circa 600 collaboratori impiegati nei punti vendita diretti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, e circa 170 persone impiegate presso la sede centrale”.

 

“L’azienda si impegna fin da subito, nell’ambito del confronto con i sindacati e con le istituzioni preposte, ad assicurare ad ogni collaboratore coinvolto la migliore soluzione possibile. Il piano annunciato oggi mira a supportare lo sforzo di rilancio delle attività di Carrefour in atto in Italia, un mercato chiave a livello globale in cui l’azienda intende continuare ad investire in modo sostenibile, avvalendosi del totale supporto e della solidità finanziaria del Gruppo”, ha spiegato Carrefour.

Per il segretario generale aggiunto di Uiltucs Paolo Andreani la situazione desterebbe preoccupazione: “La multinazionale accelera sul franchising, rivede il piano industriale del 2019 e penalizza l’occupazione. È destinata a calare l’occupazione diretta in modo consistente. Quel che è grave, inoltre, è la possibilità, in prospettiva, dell’impoverimento dei salari, e delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nelle cessioni”.

Uiltucs prosegue facendo dei numeri che – bisogna sottolineare – l’azienda disconosce: “Al momento  – prosegue Uiltucs – sono previsti, secondo Carrefour, 1800 esuberi sull’intera rete di cui ben 170 nella sede centrale in Milano. Un taglio del personale diretto di oltre il 10% rispetto all’organico totale che a fine 2020 ammontava ad oltre 16.000 unità. Dopo la crisi degli Ipermercati, quindi, entra in discussione la tenuta dei formati Express e Market: verranno ceduti punti vendita tra i più performanti. Campania, Liguria, Lombardia e Lazio risultano le regioni del Paese più penalizzate. Non solo. È prevista entro il 2022 la cessione a terzi di oltre 100 punti vendita diretti, nei fatti il 30% della rete esistente dei relativi formati. Tale cessione coinvolgerà oltre 1000 delle 1800 unità coinvolte”.

“Aver lavorato per garantire un servizio essenziale in tempo di pandemia non è servito a rendere stabile il rapporto di lavoro – commenta il segretario generale aggiunto Uiltucs Paolo Andreani – Carrefour licenzia centinaia di lavoratrici e lavoratori per ridurre i costi dopo aver praticato scelte commerciali sbagliate. La multinazionale non è più credibile nelle relazioni sindacali”.

“Serve ora un nuovo patto di governo della trasformazione aziendale in atto”, ha aggiunto Andreani, sottolineando come nel settore distributivo siano le donne, ancora una volta, “a pagare il prezzo più alto. Alle penalizzazioni dovute alla pandemia per i carichi familiari e i disagi nel lavoro si aggiunge oggi la beffa della ricerca del profitto a tutti i costi della multinazionale francese. Vedremo quale responsabilità sociale metterà in campo Carrefour”. E conclude: “In tutto il settore distributivo, il fenomeno delle terziarizzazioni sta diventando centrale. Se non gestito adeguatamente dobbiamo mettere in conto che il lavoro sarà più precario e più povero. Potrebbero essere applicati contratti collettivi pirata e favoriti imprenditori senza scrupoli. La vertenza Carrefour sarà lo spartiacque. Serve un grande accordo che in nome della responsabilità sociale tanto decantata dall’impresa aiuti il lavoro a non perdere valore”.

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