Stop all’export del lusso in Russia: a rischio tartufo e vini pregiati

L'analisi di Coldiretti Toscana: sono 33 i milioni di euro di prodotti agroalimentari destinati al mercato russo

Le sanzioni Ue tolgono dalla tavola di Putin e degli oligarchi il pregiato tartufo particolarmente apprezzato dai russi ma anche alcune delle più ricercate etichette di vino il cui prezzo può superare, in alcuni casi, le 300 euro, soglia fissata dal regolamento comunitario per potere esportare i prodotti di lusso inseriti nella black list.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Toscana su dati Istat nel 2021 sugli effetti della blocco all’esportazioni di beni di lusso verso la Russia nell’ambito del quarto pacchetto di misure adottate pubblicate dal Regolamento Ue 2022/428. A forte rischio ci sono complessivamente poco più di 33 milioni di euro di prodotti agroalimentari destinati al mercato russo, in forte crescita (+24%) nel 2021 rispetto ad un anno prima, nonostante l’embargo deciso da Putin con il decreto 778 del 7 agosto 2014, e da allora sempre prorogato, come risposta alla sanzioni decise dall’Unione Europea, dagli Usa ed altri paesi per l’annessione della Crimea.

La Toscana è tra le aree più vocate e più importanti per la produzione dei tartufi in Italia. La raccolta riguarda soprattutto il tartufo bianco, il più pregiato e in misura secondaria altre specie variamente diffuse sul territorio regionale, quali il tartufo marzuolo, il tartufo scorzone, il tartufo uncinato, il tartufo nero pregiato. Una specialità made in Italy sempre più ricercata dai ricchi russi che partecipano attivamente ormai da qualche anno in collegamento da Mosca alle aste per aggiudicarsi i preziosi tartufi.

“Un duro colpo per il settore che ha appena festeggiato l’iscrizione come patrimonio culturale immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco di un’arte che – precisa Coldiretti Toscana – coinvolge in Toscana circa 5 mila cercatori, cavatori e appassionati insieme ad associazioni e consorzi di tutela. Il prezzo medio del tartufo bianco ha raggiunto quest’anno i 480 euro all’etto secondo l’analisi Coldiretti al borsino del tartufo di Alba, punto di riferimento a livello nazionale per il fungo più prezioso d’Italia, sui massimi toccati negli ultimi anni con i 350 euro nel 2013, i 500 euro nel 2012 e i 450 euro all’etto del 2017 per pezzature medie dai 15 ai 20 grammi”.

Ma non c’è solo il tartufo a venire colpito. Secondo l’analisi Coldiretti, la scelta di impedire, con le sanzioni Ue per la guerra in Ucraina, le vendite di prodotti sopra il valore di 300 euro ad articolo avrà effetti su una una selezione ristretta di vini italiani che hanno quotazioni di mercato importanti come ad esempio alcune bottiglie di Sassicaia e di Brunello di Montalcino. Proprio questo limite sembra invece escludere dal provvedimento Ue, nonostante l’inclusione nella lista, la maggior parte dei vini, la birre e la stragrande maggioranza dei liquori venduti ad un importo più basso.

“Ma a pesare sulle esportazioni made in Italy sono pure – rileva Coldiretti – gli effetti della guerra sulle transazioni commerciali, con le difficoltà nelle spedizioni dovute al blocco dei trasporti ma anche gli interrogativi sulla solvibilità degli importatori russi, con un’economia messa alle corde dalle sanzioni”.

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