Tagli e disservizi negli uffici postali della Toscana: la Slc Cgil si mobilita e lancia proposte

Il sindacato: "Urgono assunzioni e va creato un nuovo modello di sviluppo e servizio"

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Dal primo marzo la Slc Cgil Toscana ha aperto in tutte le province il conflitto di lavoro per denunciare in primis la grave carenza di personale nelle Poste Italiane, che in tutte le divisioni ha raggiunto livelli insostenibili per garantire un normale svolgimento delle attività in tutti i settori.

Dal 14 marzo è partita una astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive che durerà fino al 13 aprile.

La protesta della Toscana va ad aggiungersi alle iniziative già presenti in Emilia Romagna, Marche ed Umbria.

“Protestiamo per poter garantire un servizio migliore, per condizioni di lavoro sostenibili da un punto di vista della sicurezza e della salute dei lavoratori, per la necessità di garantire gli stessi diritti a chi è assunto con contratti a tempo determinatodice la Slc Cgil Toscana, che chiede un piano di assunzioni all’azienda (la Toscana è una delle regioni che ha subito più tagli) e che oggi ha illustrato la situazione in una conferenza stampa  nella sede di Cgil Toscana a Firenze (erano presenti il coordinatore di Slc Cgil Toscana Riccardo Ferraro, il coordinatore regionale Poste Slc Cgil Graziano Benedetti, il coordinatore Poste Slc Cgil Fi-Po-Pt Michele Mengoli, Luca Degl’Innocenti dell’escutivo toscano Poste Slc Cgil) – .La pesante carenza di personale è inoltre causa di ricadute sui lavoratori per quanto riguarda trasferte, straordinari, ferie, formazione, oltre che di disservizi per l’utenza. Senza dimenticare le pressioni commerciali per vendere polizze o prodotti finanziari, ormai costanti per tutte le figure professionali, e le sempre più frequenti aggressioni dell’utenza agli operatori che dall’inizio della pandemia sono spesso finite nelle cronache dei giornali”, spiega la Slc Cgil Toscana.

I numeri

Negli ultimi 5 anni (2016-2021) in Toscana c’è stata una grande diminuzione negli organici del personale stabile in Poste: negli uffici postali si passa da 4373 a 3683 (meno 690 unità pari a meno 15,8%), nel comparto recapito logistica da 3568 a 2678 (meno 890 unità pari a meno 24,9%). In tutto, meno 1.580 tra lavoratori e lavoratrici in cinque anni. Inoltre, rispetto ai fabbisogni di personale indicati dall’azienda stessa, a febbraio 2022 gli sportellisti mancanti nelle filiali toscane sono (dati sottostimati perché non sono disponibili su esodi volontari e presenza del personale applicato) 3,5 ad Arezzo, 27 a Firenze, 13,5 a Grosseto, 10 a Livorno, 17 a Lucca, 7 a Massa Carrara, 19 a Pisa, 14 a Pistoia, 10 a Prato, 4 a Siena (totale 125)

Anche i numeri sui portalettere sono impressionanti: da gennaio 2020 a gennaio 2022 l’organico di personale stabile è sceso in Toscana di 216 unità (meno 34 ad Arezzo, meno 15 a Firenze, meno 10 a Grosseto, meno 10 a Livorno, meno 25 a Lucca, meno 9 a Massa Carrara, meno 22 a Pisa, meno 26 a Pistoia, meno 28 a Prato, meno 37 a Siena). A gennaio 2022 il numero di servizi privi di copertura con personale stabile è pari a 264, mentre nel gennaio 2021 era 191 (73 titolarità perse). Di conseguenza si ricorre ai contratti a tempo: succede per il 27,9% ad Arezzo, per il 17% a Firenze, per il 16% a Grosseto, per il 21,6% a Livorno, per il 17,2% a Lucca, per il 18,5% a Massa Carrara, per il 20,7% a Pisa, per il 26,5% a Pistoia, per il 36,4% a Prato, per il31,1% a Siena, per una media del 21,8% in Toscana, dove mancano rispetto ai fabbisogni 157 portalettere stabili. “Urgono assunzioni stabili dei precari, per migliorare la qualità del lavoro e del servizio”, dice la Slc Cgil Toscana. Infine, i Centri di smistamento (a Firenze e a Pisa): a marzo 2022 l’organico stabile è di 100,5 addetti, quello previsto però è di 132, quindi l’organico stabile mancante è al 23,9%.

Inoltre, al Cmp di Sesto Fiorentino, rispetto al fabbisogno (525 unità), mancano 140 lavoratori full time stabili.

Le proposte del sindacato

La natura sociale di Poste Italiane, pur essendo una società quotata in borsa, richiede, accanto ai servizi di indirizzo economico-finanziario di mercato per la clientela, quali quelle di tipo bancario, assicurativo, di telefonia e di vendita di energia, una estensione ai servizi verso la collettività. Se è infatti rilevante per gli investitori la stabilità degli utili e del titolo è altrettanto essenziale, anche economicamente, il ruolo di “casa” dei servizi pubblici, che Poste potrebbe svolgere con la sua presenza capillare sul territorio e le potenzialità che la società potrebbe sfruttare nei processi di digitalizzazione dei servizi e dell’economia. “Poste dovrebbe diventare un luogo di raccolta e smistamento delle istanze dei cittadini, clienti e consumatori dirette alla pubblica amministrazione e alle imprese – dichiara la Slc Cgil Toscana, che pensa a un nuovo modello di sviluppo e servizio per l’azienda -. L’ufficio postale dovrebbe anche strutturarsi infatti, sia per divenire il fulcro dello sviluppo delle potenzialità di crescita del mercato C2C come centro di raccolta e spedizione tramite Qr Code, sia come presidio per servizi dello Stato e delle istituzioni locali, sia come punto di accesso a servizi e attività organizzate di imprese e cittadini del territorio. Si apra una riflessione sul futuro del servizio, con interventi di investimento sul capitale umano che rimane la risorsa principale per ogni risultato e obiettivo da conseguire”.

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