Cgil Funzione pubblica: “Nei comuni del Cuoio manca il 20 per cento dell’organico”. A scuola: “Ciascuno di noi si è sentito solo di fronte alla pandemia” foto

Il prossimo 5, 6 e 7 aprile tutti i lavoratori del settore pubblico del Valdarno sono chiamati alle urne per rinnovare le rappresentanze sindacali di base

Il prossimo 5, 6, 7 aprile nel Valdarno inferiore come nel resto della provincia di Pisa si svolgeranno le elezioni per il rinnovo della rsu del settore pubblico. Tutti i lavoratori iscritti e non iscritti a un sindacato che presenta una lsita potrenno votare. Le lezioni hanno il quorum della partecipazione del 50 per cento più uno, ovvero saranno valide se andrà alle urne più del 50 per cento del corpo elettorale, i lavoratori dei settori pubblici.

La Cgil questa mattina 1 aprile nella sede di Santa Croce sull’Arno ha presentato le liste dei candidati nel settore Funzione pubblica e della Flc, ovvero i lavoratori della conscosenza che sono tutti i lavoratori della pubblica istruzione e della ricerca. Le liste sono state presentate dalla delegata della Zona Cuoio Tania Benvenuti e dalle refernti delle due segreteria provinciali, Raffaella Iannone per la segreteria Flc e Silvia Orsini per la segreteria Funzione pubblica.

Nella Flc troviamo Mirella Capobianco e Marcella Crocetti dell’Ic Santa Croce, Raffaella Giai Pron dell’Istituto comprensivo di Ponte a Egola, Serena Panicucci e Simona Sassonia della istituto Sacchetti di Ponte a Egola, Gabriele Mazzantini e Michela Vivaldi dellistituto da vinci di Castelfranco, Lara Cavallini della Istituto Galilei di Montopoli, Massimiliano Lotti, Alessio Terreni e Chiara Gozzinidel Liceo Marconi, Anna Pecorella dell’Cattaneo di San Miniato.

Per la fuzione pubblica i candidati invece sono per il comune di Castelfranco: Mandracchia Massimiliano, Innocenti Maurizio, Bianchi Giuliano, Mannari Patrizia, Bocciardi Raffaele. Al Comune di Santa Croce  Massimo Barsotti, Alessio Finucci, Marco Marconcini , Marco Padovani, Carmine Tagliaferri. A Montopoli Valdarno i candidati sono Sandro Bartaloni, Alessandro Dalmazio, Claudia Toti. A San Miniato i candidati sono Massimo Gabbrielli , Alessia Gemignani, Laura Giuducci, Iuri Dini, Massimiliano Nicotra, Simone Sardelli.

Per quanto riguarda la funzione pubblica i candiadti e i delegati della segreterie hanno videnziato vari criticità che dovranno essere affrontate nel prossimo mandato. Silvia Orsini ha spiegato: “Le difficoltà della funzione pubblica sono un po’ comuni a tutte le varie realtà. Qui in Valdarno, negli enti bisogna adeguare gli organici e colmare carenza di personale. Non si assume più il personale. Ogni volta che va via un lavoratore, gli enti non compensano quel posto e così manca circa il 20 per cento della pianta organica del personale in tutti i comuni. A Santa Croce mancano circa 30 persone in comune. A Castelfranco 2, a San Miniato circa 50 unità lavorative che mediamente sono circa il 20% degli organici”.

“L’effetto è – dice Massimiliano Mandracchia rsu del comune di Castelfranco – che i soldi sono sempre meno e i servizi calano. A Castelfrano negli ultimi due anni sono state assunte solo due persone a fronte di vari pensionamenti. Non assumere è una scelta politica, spesso dettata anche dal problema che mancano le risorse. E poi c’è la questione che da quando si bandisce il concorso a quando arriva la chiamata al posto di lavoro passano tempi biblici e spesso le persone hanno trovato un altro lavoro anche se in realtà hanno vinto il concorso”. “Ovvimente – spiega Maurizio Innocenti – l’effetto è che il carico di lavoro è rimasto lo stesso e quindi aumenta per ogni lavoratore, ma alla fine la busta paga è sempre la stessa”.

Per la scuola gli anni del Covid sono stati un periodo difficile, tanto che le rsu uscenti sarebbero dovute decadere lo scorso anno ma a causa della pandemia sono rimaste in carica un anno in più. “In questi tre anni la scuola è stata messa a dura prova – dice Raffaella Iannone – perché abbiamo dovuto rivedere tutti i modelli. Ciascuno di noi si è sentito solo di fronte alla pandemia. Queste elezioni rsu rappresentano un’occasione importante per rinnovare la partecipazione”.

“Poi molti sono andati in pensione – spiega Massimilaino Lotti – sia tra i docenti che tra gli Ata. Molto personale è precario. E lo Stato non ha fatto molto per risolvere il problema. Queste elezioni troppo spesso sono viste come un atto endosindacale, senza contare che i rappresentanti eletti sono coloro che si espongono per portare i problemi all’attenzione dei dirigenti. Per queste elezioni siamo riusciti ad avvicinare anche i precari. In questa zona infatti nella scuola c’è ancora da recuperare in termini di adesioni”.

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