Donazione di organi a cuore fermo controllato al Santa Maria Annunziata
Collaborazione di più reparti e la partecipazione di equipe da Careggi e Pisa,
Un’équipe multidisciplinare ha portato a termine con successo una donazione di organi a cuore fermo controllato presso l’ospedale Santa Maria Annunziata. L’operazione, che ha richiesto la collaborazione di più reparti e la partecipazione di equipe da Careggi e Pisa, segna un importante traguardo nella pratica dei trapianti nella regione.
La procedura, seguita dai medici e dagli infermieri del reparto di Anestesia e Terapia Intensiva e del comparto operatorio, ha coinvolto anche neurologi, radiologi e il Centro Regionale Trapianti. Pur essendo stata già eseguita anni fa all’Annunziata, per gran parte dello staff dell’unità operativa si è trattato della prima esperienza diretta con questo tipo di prelievo.
Il prelievo a cuore fermo è riservato a pazienti deceduti per arresto cardiaco, monitorati fino alla perdita irreversibile delle funzioni del cuore. La procedura, attiva in Toscana da circa tre anni in tutti gli ospedali dell’Area Vasta Centro, permette tempi di intervento più rapidi rispetto ai prelievi da morte encefalica, riducendo le tempistiche necessarie per l’accertamento della perdita completa delle funzioni cerebrali.
“Un intervento del genere richiede elevate competenze professionali e un’organizzazione accurata – ha spiegato l’Asl Centro – ma consente di aumentare la disponibilità di organi per i pazienti in attesa, colmando parzialmente il gap tra fabbisogno e offerta”.
Il direttore del reparto di Anestesia e Terapia Intensiva, Duccio Conti, ha sottolineato l’impatto emotivo e il senso di responsabilità che hanno accompagnato tutto il percorso: “Questo tipo di intervento ha coinvolto profondamente il nostro team, unendo professionalità e collaborazione con i colleghi di Careggi”.
Anche il Coordinatore dell’Area Vasta Centro, Daniele Cultrera, ha evidenziato l’importanza della rete trapiantologica regionale e l’efficacia di questa modalità di prelievo nel rispondere alle esigenze dei pazienti in lista d’attesa.
La direzione sanitaria e l’intero team hanno espresso profonda gratitudine ai familiari del donatore, ricordando che la scelta della donazione rappresenta “un gesto di altruismo straordinario, capace di trasformare il dolore in speranza per altri pazienti”.


