Sicurezza urbana, la Toscana dà il via libera alla legge

Pieroni: "La sicurezza non è solo ordine pubblico"

Il consiglio regionale ha approvato la legge sulla sicurezza urbana e la polizia locale con 23 voti favorevoli, 8 voti contrari e 5 astensioni.

“Ogni volta che si parla di sicurezza – ha rilevato Stefano Scaramelli (Italia Viva), intervenendo per dichiarazione di voto -, credo che tutte le forze politiche debbano evitare di affrontare questi temi in termini ideologici, ma valutare nel merito le questioni poste. La sicurezza non è di destra né di sinistra, ma riguarda tutti i cittadini, specie i più deboli, che sentono più di altri la fragilità oggettiva di una società complessa”.

“Sul tema della sicurezza la Toscana – per Leonardo Marras, capogruppo Pd –, a differenza delle altre regioni, ha fatto veramente tanto. Lo ha fatto anche se questo non rientrava nelle sue competenze dirette e da un punto di vista preciso: quello di chi vuole migliorare le condizioni di vita della comunità, combattendo il degrado prima di assumere orientamenti repressivi. Un complesso di iniziative coordinate, messe in campo dall’assessore Vittorio Bugli su tutto il territorio regionale, senza distinzione di maggioranze, in collaborazione con le prefetture, per la riconquista di spazi pubblici, la promozione di attività commerciali in aree che avevano perso identità sociale, di strumenti tecnologici messi a disposizione di tutte le forze dell’ordine. Un punto di vista che è stato vincente”.

“Ci sono molti aspetti di questa legge – ha osservato Irene Galletti (M5S) – che ci trovano favorevoli, ma ci sono criticità, che ancora non sono ben valutabili senza un regolamento attuativo. Ad esempio la sicurezza partecipata, che affonda nella cultura solidaristica del nostro paese, che si è perduta nelle grandi città, ma sopravvive nei borghi. A suo parere molto dipenderà dalle risorse a disposizione degli operatori, sia finanziarie, sia in termini di aggiornamento professionale”. Per questo ha annunciato voto di astensione.

Voto di astensione è stato annunciato anche da Monica Pecori (Gruppo misto), perplessa sulla sicurezza partecipata e sull’articolo 19, che prevede la possibilità di utilizzo dei tender da parte della polizia municipale.

Analoga la posizione di Tommaso Fattori (Sì -Toscana a sinistra): “Ci convince l’impianto della legge, che non è animata dall’ideologia dello sceriffo, che farebbe fare alla polizia municipale quello che già fanno polizia di stato e carabinieri – ha dichiarato -. Sono state accolte le nostre proposte sulla sicurezza psicofisica degli operatori e sulla custodia delle armi al termine del servizio, contenute nella nostra proposta di legge. Rimangono alcune perplessità sulla sicurezza partecipata”.

Con l’approvazione della legge sono decadute le altre tre proposte legislative sullo stesso tema, presentate da Paolo Marcheschi (FdI), da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì – Toscana a sinistra), dai consiglieri della  Lega.

L’aula ha anche approvato, con voto favorevole a maggioranza, un ordine del giorno collegato alla proposta di legge sulla sicurezza urbana. L’atto, a firma di Leonardo Marras (Pd), impegna la giunta regionale a: “Valutare le modalità più efficaci per tenere in considerazione e valorizzare il contributo proveniente dalle principali associazioni professionali della polizia locale presenti in Toscana, con particolare riferimento agli aspetti inerenti l’attuazione della proposta in oggetto, comprese le tematiche che saranno trattate all’interno dei regolamenti regionali di prossima emanazione”.

“La sicurezza non è solo ordine pubblico – ha detto il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni intervenuto in aula – ma si nutre di politiche per la sicurezza sociale, per l’educazione alla legalità, per il diritto allo studio, per la formazione professionale, per il lavoro, la riqualificazione delle aree urbane degradate ed altro ancora. Questi sono temi e azioni concrete che hanno caratterizzato la politica della Regione Toscana in questi anni e che vengono regolati nella legge che è stata approvata questa mattina in Consiglio regionale.

In questi anni la Regione ha investito 20 milioni di euro per la video sorveglianza in tutti i Comuni della Toscana: per i vigili di prossimità, per i progetti di riqualificazione urbana, per la formazione delle donne e degli uomini della polizia locale. La Toscana ha fatto la sua parte, lo Stato faccia altrettanto potenziando gli organici delle forze di polizia, e fornendo loro i mezzi adeguati per agire nell’interesse dei cittadini e delle comunità”.

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