Rifiuti, approvata la legge regionale sull’economia circolare: un tavolo per il conciario

Voto favorevole in consiglio regionale. Baccelli e Anselmi (Pd): “La Toscana entra a tutti gli effetti nella logica del riciclo”

È stato approvata in consiglio regionale la nuova normativa sull’economia circolare e gestione dei rifiuti. La legge era già stata approvata in seduta congiunta dalle commissione territorio e ambiente e sviluppo economico

“La Toscana compie un altro passo in avanti verso un modello sempre più completo di riuso, riciclo e riutilizzo per migliorare l’ambiente e il benessere dei cittadini. La legge approvata oggi in consiglio regionale prevede, infatti, attraverso l’istituzione di tavoli tecnici tematici a seconda del comporto produttivo, il coinvolgimento di aziende, enti locali, esperti del settore e società civile”, dichiarano Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente della commissione territorio e ambiente e Gianni Anselmi, consigliere regionale Pd e presidente della commissione sviluppo economico in aula illustrando la legge Disposizioni in materia di economia circolare per i rifiuti e modifiche alla legge regionale 29 luglio 1996, numero 60 (disposizioni per l’applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui all’articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, numero 549, approvata a maggioranza.

“Ci mettiamo in linea con una transizione verso un modello di sviluppo economico che ha certamente come riferimento quello della giusta redditività e del profitto, ma anche quello della salvaguardia dell’ambiente e del progresso sociale: per una più razionale gestione d’uso delle risorse naturali – dichiara Baccelli -. Una legge in linea con la normativa nazionale ed europea, a partire dalla direttiva del Parlamento europeo numero 98 del 2008 che poneva come principale obiettivo di qualsiasi politica in materia di rifiuti la riduzione al minimo delle conseguenze negative per la salute e per l’ambiente. I tavoli che questa normativa istituisce riguarderanno, nello specifico, il settore produttivo del lapideo, in particolare l’estrazione del marmo, il tessile, il cartario, il siderurgico, il conciario e la chimica – conclude Baccelli -, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e quelli da costruzione e demolizione; i fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue e il ciclo integrato dei rifiuti urbani. Altri distretti produttivi potranno essere inseriti dalla giunta attraverso una delibera. Siamo a tutti gli effetti nella logica dell’economia circolare: un modello economico che, com’è noto, prevede che i residui derivanti dall’attività di produzione e consumo siano reintegrati nel ciclo produttivo secondo un’ottica di piena rigenerazione delle risorse, al fine di ridurre l’impatto umano sull’ambiente”.

“L’economia circolare è legata strettamente alla competitività del sistema produttivo della nostra regione e l’approccio distrettuale già adottato da tempo lo dimostra, un approccio che penso debba continuare ad essere vincente in ottica rafforzativa di ciò che di sostenibile e innovativo mettiamo a disposizione – commenta Gianni Anselmi, presidente della commissione Sviluppo economico – Ho chiesto di inserire nella legge anche il siderurgico perché porta con sé il tema fondamentale delle bonifiche, sul quale il paese è molto indietro ma possiamo svolgere un lavoro d’avanguardia se facciamo sì che i rifiuti della siderurgia vengano riusati nel ciclo o divengano materie seconde utilizzabili per la realizzazione di infrastrutture ed opere pubbliche. In attesa di una legge di sistema che arriverà nella prossima legislatura, lasciamo in eredità un provvedimento serio che struttura i tavoli e mette le basi per una reale economia circolare in Toscana partendo dalla convinzione che si debba sempre mettere a disposizione il meglio della tecnologia per ridurre al massimo l’impatto ambientale e sociale del ciclo dei rifiuti”.

La normativa istituisce tavoli tecnici tematici, suddivisi a seconda del comparto produttivo o di servizio interessato, per individuare le modalità tecnologiche volte a favorire la prevenzione della produzione dei rifiuti; il reimpiego, il riciclo, il riuso e il recupero degli scarti; il fabbisogno impiantistico e tecnologiche necessarie per il trattamento dei rifiuti non reimpiegabili; gli interventi per favorire il mercato dei prodotti riciclati a minore impatto ambientale.

Ai tavoli parteciperanno le strutture regionali di volta in volta competenti, le associazione rappresentative dei settori produttivi, Arpat, Arrr, Aato, le imprese coinvolte, gli organismi tecnici competenti in materia di rifiuti. I tavoli tecnici tematici produrranno un documento d’azione per individuare iniziative tecnologiche, gestionali e necessarie ad una corretta informazione per  orientare il comportamento di famiglie e imprese.

Sarà costituito un fondo regionale destinato a interventi finalizzati alla transizione di modelli di economia circolare, come l’incentivazione alla realizzazione di piattaforme, e di ogni altra azione finalizzata alla donazione e al riuso dei materiali ingombranti e delle apparecchiature elettrice ed elettroniche

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