Disagio abitativo, sindacati chiedono più fondi per il sostegno all’affitto

Cgil, Sunia e Udu Toscana anche per un piano strutturale di rilancio dell'edilizia residenziale pubblica

Maurizio Brotini e Simone Porzio (Cgil Toscana), Laura Grandi (Sunia Toscana) e Gabriele Minelli (Udu Toscana) hanno scritto una lettera aperta ai parlamentari eletti in Toscana per far sì che si incrementino le risorse per contrastare il disagio abitativo aggravato dalla pandemia Covid19.

Nel dettaglio, Cgil, Sunia e Udu Toscana lanciano un appello affinchè intervengano nella fase di conversione in legge del decreto rilancio per incrementare le risorse per il fondo straordinario di sostegno all’affitto, in quanto quello stanziato di 9,3 milioni di euro per la Toscana è insufficiente a soddisfare in maniera adeguata la domanda e affinchè si impegnino, una volta terminata la fase emergenziale, ad avviare un piano strutturale di rilancio dell’edilizia residenziale pubblica e per rendere gli affitti a canone concordato del mercato privato l’unica opzione sulla quale far convergere facilitazioni e sgravi fiscali.

I numeri dell’emergenza abitativa

La crisi economica ed occupazionale innescata dai blocchi delle attività a seguito della pandemia Covid ha contribuito ad aggravare le difficoltà delle migliaia di famiglie toscane in affitto in abitazioni del mercato privato. Si tratta sopratutto di famiglie i cui componenti lavorano con contratti a tempo determinato e a chiamata o con partita iva a basso reddito impiegati in larga parte nel settore turistico, dell’edilizia come commessi, piccoli commercianti e artigiani, addetti ai servizi alla persona e sono proprio quelli che nella fase del lockdown hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione e che in prospettiva rischiano addirittura di non poter riprendere più il loro impiego. La cartina di tornasole di queste difficoltà sta nel boom di richieste del contributo straordinario regionale Covid 19 per il sostegno all’affitto presentate, sopratutto nei comuni di Firenze (3500), Prato (1900), Livorno (1700). Cgil e Sunia stimano che le famiglie in stato di potenziale disagio economico per i costi dell’abitare siano oltre 56.000. E’ evidente come in questa fase e per i mesi a venire riuscire sostenere affitti mensili medi di 800 euro a Firenze, 650 a Prato, 600 a Livorno rischia di diventare insostenibile contribuendo ad aumentare la già grave situazione di emergenza abitativa in particolare quella cagionata dagli sfratti per morosità incolpevole. Lo stesso vale per le difficoltà che stanno attraversando gli studenti universitari fuori sede obbligati ad onorare gli affitti nonostante la chiusura degli atenei, con il serio rischio di abbandono degli studi come denunciato da Udu Toscana.

La lettera

Si legge nella missiva, che premette come le risorse finora stanziate dal governo siano importanti ma insufficienti: “Le conseguenze dirette ed indirette della pandemia sui costi dell’abitare – si legge – in particolare dell’affitto, si ripercuotono su un mercato della locazione privata dai costi elevati, soprattutto nelle grandi aree urbane ed in quelle ad alta vocazione turistica e poggiano su misure di contenimento del disagio abitativo totalmente insufficienti a soddisfare la domanda e il fabbisogno di migliaia di famiglie toscane già nella fase antecedente al diffondersi del Covid19. Il governo, attraverso il decreto rilancio, ha istituito un fondo straordinario di 140 milioni di euro ad integrazione del fondo nazionale per il sostegno alle abitazioni. Si tratta di un segnale di attenzione al fenomeno, ma assolutamente insufficiente per sostenere efficacemente i cittadini in difficoltà con i costi dell’affitto, con il rischio incombente, una volta terminato il periodo di moratoria delle esecuzioni forzate degli sfratti, di un impennata della richiesta di nuove convalide di sfratto per morosità incolpevole”.

Prosegue la lettera, accenndendo i riflettori sulla Toscana: “Ammontano a nove milioni e trecentomila euro i fondi destinati alla Regione Toscana dal decreto rilancio utili a coprire una minima parte dei costi dell’affitto, in molti casi insufficiente a garantire anche una sola mensilità dell’ammontare annuale complessivo. I rigidi vincoli e le procedure previste per l’erogazione dei contributi ai cittadini, per il tramite di Regione e Comuni, rischiano di dilatarne ulteriormente i tempi di erogazione. Inoltre, il provvedimento del governo non modifica la modalità di presentazione dell’Isee: il perdurare di questa mancata attualizzazione della certificazione reddituale rischia di escludere dal beneficio proprio coloro che hanno visto peggiorare la loro condizione in ragione dell’emergenza. Manifestiamo, altresì, forte preoccupazione per la condizione di precarietà in cui vivono gli studenti fuorisede, nei confronti dei quali, ad oggi, non sono previste chiare misure di tutela”.

Queste le richieste del sindacato ai parlamentari toscani: “Chiediamo di attivarsi in sede di conversione del Decreto 34/2020 in Legge del Parlamento, per individuare le misure più opportune in modo da garantire un’adeguata copertura al fondo di sostegno alla locazione ad uso abitativo, quantificabile in un fondo complessivo nazionale di 450 milioni di euro, così come auspicato dalla Conferenza delle Regioni, in modo da consentire a migliaia di cittadini toscani di poter sostenere i costi dell’abitare in questo periodo di generale difficoltà. Una volta terminata la fase emergenziale, invitiamo, altresì, a valutare la necessità di intervenire affinché il fondo per il sostegno alla locazione abitativa diventi strutturale e idoneo a soddisfare la domanda e ad apportare le modifiche necessarie alla legge 431/98 prevedendo la locazione a canone cosiddetto concordato ex articolo 2 comma 3 quale unica opzione contrattuale per la locazione ad uso di abitazione principale e per studenti e per l’ottenimento di agevolazioni fiscali, in modo da rendere più sostenibili e garantiti i costi dell’affitto nell’interesse reciproco di inquilini e proprietari”.

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