Carta dei Valori e Bilancio sociale: alla Pubblica Assistenza di Santa Croce contano le persone foto

Non è solo un bilancio. Perché vicino a quei numeri, ci sono le persone. I volontari che ogni giorno mettono a disposizione un po’ del proprio tempo per aiutare gli altri e gli utenti, quelli che usufruiscono di una quantità di servizi. Così tanti, che ci mette un po’ il presidente della Pubblica Assistenza di Santa Croce sull’Arno Marco Remorini ad elencarli tutti: oltre all’emergenza urgenza ci sono il trasporto sociale, la formazione, il centro d’ascolto contro la violenza sulle donne, la reperibilità 24 ore, l’accoglienza, l’Aquateam e persino il Carnevale.

Ma l’elenco potrebbe durare ancora molto. Nella fitta rete di rapporti con gli altri enti e associazioni e con la “stella polare” di una Carta dei valori condivisa e corale.

E già che di bilancio si tratta, Remorini ricorda che il volontariato laico a Santa Croce esiste da più di 150 anni. “Il cuore dell’associazione – ha voluto ricordare – sono i volontari. Non esistono ringraziamenti a sufficienza per loro: mettono a disposizione il proprio tempo, fanno corsi, propongono iniziative e si assumono responsabilità importanti”. Come fanno anche dipendenti e collaboratori. In un percorso, ha sottolineato il presidente, di continuo miglioramento, personale e dell’associazione.

Il bilancio sociale presentato oggi 13 dicembre è quello del triennio 2016-2018: un punto dal quale ripartire per far crescere le attività, i volontari e magari il parco mezzi.

Matteo Garzella è il consulente Cesvot che ha coordinato il progetto del Bilancio sociale. La Pubblica Assistenza, ha ricordato, ha scelto di presentare un bilancio sociale. “Poteva non farlo – ha precisato – ma la scelta di farlo significa mettersi a nudo, di fare una riflessione sull’operato e anche un’autocritica nella direzione di migliorare”. Un impegno, quindi, che mette un punto fermo dal quale bisogna per forza progredire.  “La Carta dei valori che vi presentiamo in questo Bilancio è condivisa e scritta da tutto il consiglio direttivo, nel quale abbiamo anche discusso” ma alla fine è il confronto che porta alla condivisione vera.

“Sono qui in triplice veste – ha detto il vice sindaco e volontario Marco Baldacci – perché un mio caro ha una visita a Empoli e se non ci fosse questo servizio sarebbe più difficile. Impossibile per qualcuno visto che lo stesso servizio si può avere a pagamento, ma così è davvero inclusivo perché se sfoglio questo bilancio, i servizi sono davvero tanti, per tutti e sempre più importanti. Come vice sindaco il ringraziamento è per il lavoro che svolgono ma anche per il senso di coesione e unione che danno della comunità. Il volontariato è il fulcro attorno al quale sempre di più la collettività ruota”. Presente anche l’assessore Daniele Bocciardi.

Anche don Donato Agostinelli ha avuto l’occasione di conoscere questa realtà. Occasione che ha colto sottolineando che “Questa è una realtà più grande e complessa di quella dalla quale provengo. Quindi di certo vi chiederò aiuto e mi metto a disposizione per lavorare insieme”.

“In genere queste associazioni sono un po’ chiuse – ha detto Mariano Falcini, coordinatore Anpas per la zona Empolese -. Quindi mi fa piacere che ci sia questa occasione per presentarsi e raccontare ciò che facciamo”.

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