Emergenza freddo, apre il rifugio per i senza tetto foto

All'ex scuola ci sono 18 posti letto fino al 31 marzo

Assistenza e riparo alle persone che non hanno un tetto sotto cui dormire. Con questo obiettivo, Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, Comune di Empoli e Misericordia di Empoli, per il terzo anno consecutivo, hanno aperto la ex scuola della frazione di Casenuove per ospitare quanti solitamente dormono per strada o in ripari improvvisati.

Il servizio durerà ogni notte fino al 31 marzo. Ogni sera, un pulmino della Misericordia di Empoli parte alle 20 dalla stazione ferroviaria per portare nella frazione empolese chi ha bisogno di dormire al caldo. Lì un operatore dell’Arciconfraternita cura l’accoglienza di queste persone e presiede la struttura fino al mattino, pronto ad eventuali necessità che dovessero sopraggiungere nella notte. Allo stesso tempo, tutte le sere dopo le 20, una squadra della Misericordia gira nei punti sensibili della città con l’obiettivo di trovare persone a cui offrire riparo, dare comunque, a chi dovesse rifiutarlo, un minimo di assistenza sul posto (sanitaria a livello di medicazioni, un semplice te caldo o una coperta) e informarli sui servizi che la città offre anche per i pasti. Per fare tutto questo la Misericordia coinvolge i suoi volontari.

L’amministrazione comunale di Empoli, tramite l’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, sostiene questo servizio. “Il Comune di Empoli – spiega il sindaco Brenda Barnini, delegata alle politiche sociale per l’Unione –  ha messo a disposizione per il terzo anno consecutivo questo edificio, la ex scuola materna ed ex asilo nido, ora trasformato in un dormitorio. Grazie all’Unione dei Comuni, con cui gestiamo tutte le politiche sociali abbiamo attivato il servizio di Emergenza Freddo. In questa struttura ci sono 18 posti letto a disposizione dei senza tetto e di chi comunque dormirebbe all’aperto. Riteniamo che sia una misura di civiltà e dignità fare in modo che nessuno debba essere costretta a dormire all’aperto mettendo a rischio la propria vita, ci sono persone che, pur sollecitate dai volontari, sceglie di non voler usufruire di questo spazio. Queste persone vengono comunque aiutate e comunque anche per loro c’è un’attenzione nel rispetto della loro scelta”.

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