Emergenza sangue, “donare è sicuro” anche in tempo di coronavirus

L'appello e i chiarimenti di Pubblica Assistenza Fucecchio e aziende sanitarie

Stando in casa, ci accorgiamo che manca tutto. Quello di cui non ci accorgiamo, però, è che manca il sangue. In queste settimane di emergenza su tutto il territorio nazionale, un piccolo ma grande gesto come la donazione del sangue può contribuire a far fronte alla sempre maggiore richiesta di emo componenti. Per questo la Pubblica Assistenza di Fucecchio lancia un appello ai donatori e anche a chi non lo è ancora, ma vuole fare qualcosa di più che restare a casa.

“I nostri responsabili – spiega l’associazione – sono a vostra completa disposizione per qualsiasi informazione o per prenotare gli appuntamenti per le donazioni al numero 0571 22222”.

Donare il sangue è sicuro – stanno ricordando in questi giorni tutti i responsabili dei centri trasfusionali aziendali – e non ha alcuna controindicazione. Venite a donare perché il bisogno di sangue nei nostri ospedali non conosce pause”. Le donazioni, infatti, dopo un calo da inizio anno di circa il 10 per cento, hanno visto calare drasticamente il numero delle donazioni di sangue o sue componenti.

Le attività sanitarie di donazione e raccolta rientrano nei livelli essenziali di assistenza (Lea) e non possono quindi venir meno nei processi di cura. Il sangue negli ospedali serve adesso come sempre e i donatori non devono temere di donarlo perché da una parte non ci sono rischi di nessun tipo e dall’altra continua la richiesta da parte di chi ha patologie o subisce interventi che ne richiedano l’utilizzo.

Tutti i centri trasfusionali delle Ausl Toscana nord ovest e centro hanno messo in atto misure di sicurezza per donatori e operatori: agli accessi ci sono controlli sui donatori, i posti nelle sale di attesa sono distanziati così come sulle poltrone di donazione. Anche i riceventi possono stare tranquilli perché non è scientificamente documentato il rischio di trasmissione trasfusionale covid 19, così come non lo era stato nelle precedenti epidemie di Mers o Sars.

La normativa emessa dal Centro nazionale sangue insieme all’Istituto superiore di sanità prevede la sospensione temporanea di 14 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese o dopo la possibile esposizione al rischio di contagio per contatto di soggetti con infezione documentata.

Donatore può essere chiunque: uomo o donna, di età compresa tra i 18 e i 65 anni in condizioni di buona salute e con un peso superiore ai 50 chilogrammi. Tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto alla giornata di riposo retribuita. Chi dona per la prima volta (aspirante donatore) può farlo esclusivamente dopo aver effettuato un colloquio preventivo con i medici ed esami di controllo pre donazione. La cosiddetta “donazione differita” ha lo scopo di aumentare la sicurezza trasfusionale per i pazienti e tutelare la salute del cittadino.

“Il sangue non si può creare artificialmente – spiega il direttore del reparto di ostetricia dell’ospedale San Jacopo Pasquale Florio -. E’ sempre necessario un donatore e in questi giorni a seguito dell’allarme per il coronavirus, alcuni donatori abituali stanno rinunciando alla possibilità di donare, per questo il sangue comincia a scarseggiare. Questa importante risorsa è fondamentale per la chirurgia, per le malattie ematologiche croniche, per effettuare i trapianti ed anche per assicurare un pronto intervento alle mamme in caso di problematiche durante e dopo il parto.

Possiamo tranquillizzare tutti dicendo che non vi è mai nessun pericolo per chi dona sangue, neanche in questo particolare momento storico, ma anzi, proprio in questo momento vi è la necessità che tutti si impegnino per garantire ogni cura a chi ne ha bisogno, anche in questi giorni impegnativi”.

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