Cambia il messale, nuovo testo dalla prima domenica di Avvento

Nel Padre Nostro, non indurci in tentazione lascia il posto a non abbandonarci alla tentazione

Dopo 50 anni, dalla I domenica di Avvento 29 novembre, cambia il messale. Subito in alcune diocesi (tutte quelle toscane) e per le altre ci sarà tempo fino a Pasqua 2021. Pochi ma significativi passaggi, frutto delle nuove traduzione che hanno messo in luce sfumature di significato diverso. Inviti costanti a una fede ragionata, che non si ferma all’accettazione dei dogmi ma punta alla consapevolezza.

A fare più notizia è di certo il Padre Nostro: il versetto non indurci in tentazione lascia il posto a non abbandonarci alla tentazione. La modifica deriva dalla traduzione dal testo originale in greco antico, è stata voluta da papa Francesco ed è già stata adottata da altre conferenze episcopali nelle loro lingue.

A cinquant’anni dalla pubblicazione del Messale Romano di Paolo VI, primo frutto del rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II, la terza edizione del messale non si limita però a questa modifica.

Nell’atto penitenziale, accanto alla parola fratelli compare anche sorelle (es: Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli e sorelle) e il Gloria diventa: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati da signore (non più di buona volontà).

Le variazioni sono sono nelle risposte dei fedeli, ma anche in alcune formule pronunciate dal sacerdote, come: Beati gli invitati alla cena dell’Agnello, anziché del Signore.

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