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Associazioni cattoliche contro le armi nucleari, ne parlano alla Leopolda

L'incontro punta a informare i cittadini delle diocesi di Pisa, Volterra e San Miniato

Fermare le armi nucleari, una volta per tutte. E’ questo il messaggio che numerose associazioni cattoliche, fra cui Azione Cattolica, Agesci, Acli, Casa della Giovane, Csi, Cif, Movimento Focolari, Sant’Egidio e Circolo Laudato sì lanceranno in un incontro che si terrà domani 29 ottobre alla stazione Leopolda di Pisa.

Un primo appuntamento che unisce le tre diocesi di Pisa, Volterra e San Miniato, nato dall’intento di sviluppare una piattaforma che si riallacci alle campagne attualmente in corso a livello nazionale sul tema, già avviata il 25 aprile scorso, quando con un appello congiunto i responsabili nazionali di varie anime del movimento cattolico firmarono un appello per chiedere all’Italia di ratificare il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, votato all’Onu nel luglio 2017 e sottoscritto da 122 Paesi. Tale trattato, che ha fra i primi firmatari la Santa Sede ma non l’Italia, rende illegale negli Stati che l’hanno ratificato l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari anche in altri Paesi. Ne parleranno all’incontro alla Leopolda, previsto per le 21, il presidente di Pro Civitate Christiana di Assisi don Tonio Dell’Olio, il docente di Fisica all’Università di Napoli Tonino Drago e Marilù Chiofalo, del dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa.

“Appuntamento – dicono gli organizzatori – che abbiamo indetto perché come credenti e come cittadini molti possano aggiungere il proprio personale contributo per chiedere a voce al Governo e al Parlamento che l’Italia ratifichi il Trattato. Siamo convinti che questo sia un atto di fedeltà al Magistero della Chiesa che ininterrottamente, dall’enciclica Pacem in Terris di papa Giovanni XXIII alla Fratelli Tutti di papa Francesco, denuncia la follia di una sicurezza fondata sulla minaccia della distruzione reciproca”.

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